Davide Casati ha presentato l’ennesimo question time sulla sostenibilità delle rette Alzheimer in Rsa
RSA, CASATI (PD) INCALZA BERTOLASO: “SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA E CONTINUITÀ DEI SERVIZI A RISCHIO, DA OLTRE UN ANNO SOLLECITIAMO MISURE MA NON C’È ANCORA NULLA DI CONCRETO. NON POSSIAMO ACCETTARE ULTERIORI RITARDI”
Oggi nel corso del question time, ancora una volta il consigliere regionale dem Davide Casati, capodelegazione PD in commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia, ha richiamato l’attenzione della Giunta sulle RSA e, nello specifico, sulla necessità di garantire la sostenibilità finanziaria delle strutture e quindi la continuità dei servizi (in allegato il testo della QT).
“Dopo anni di sollecitazioni, due question time sul tema solo nell’ultimo anno e un ordine del giorno approvato in sede di bilancio a dicembre 2025 – ricorda Casati -, ancora una volta oggi abbiamo chiesto all’assessore al Welfare Guido Bertolaso come intenda affrontare le criticità economiche e finanziarie che stanno interessando le RSA lombarde, connesse sia all’aumento dei contenziosi relativi alle rette per gli ospiti affetti da Alzheimer e da altre patologie neurodegenerative, sia alla mancata liquidazione dei saldi di produzione 2025, per le unità d’offerta sociosanitarie (RSA, CDI, CDD, RSA Aperta, ecc.)”.
“Non siamo certo entusiasti che Bertolaso ‘rimandi’ a fine settembre i chiarimenti sul tema delle rette e a fine luglio quelli del saldo 2025 – prosegue Casati – : si tratta di due aspetti che incidono direttamente sull’equilibrio economico e finanziario degli enti gestori e di conseguenza sulla garanzia di servizio per le famiglie e le rette che devono sostenere. E all’incertezza del primo, causata dalla recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, si aggiungono i ritardi di liquidazione dei saldi di produzione 2025, elemento essenziale per l’equilibrio di cassa delle strutture e per la programmazione della loro attività”.
“Certo è – conclude Casati – che si tratta di termini non più procrastinabili. Sono ormai 15 mesi che se ne parla, ma di concreto non c’è nulla, quindi speriamo che questa sia la volta buona. In caso contrario, il rischio è di mettere a repentaglio la continuità e la qualità dei servizi, nonché la sostenibilità del sistema sociosanitario regionale”.
Milano, 7 luglio 2026

