Paola Bocci come ogni anno ha presentato alla stampa l’indagine sull’attuazione della 194

BOCCI (PD): “DAL NOSTRO OSSERVATORIO I DATI AGGIORNATI. REGIONE RICONOSCA CENTRALITÀ AI CONSULTORI E INVESTA DI PIÙ IN PREVENZIONE”

Il numero di interruzioni volontarie di gravidanza in Lombardia, nel corso del 2025, è stato di 10.630, in linea con i due anni precedenti. È aumentato il ricorso al metodo farmacologico, ma con grandi differenze nei territori e nelle strutture, rimanendo sempre meno utilizzato che in altre regioni. In Lombardia resta, però, un vulnus: le prestazioni vengono concentrate nelle strutture ospedaliere e non si considerano i consultori pubblici come servizi in grado di offrire un percorso compiuto sulla prevenzione e sulla maternità consapevole, permettendogli di prendersi cura delle donne a tutto tondo.

Sono questi i dati che emergono dall’indagine che ogni anno il Gruppo regionale del Pd conduce sull’attuazione della 194, facendo di fatto la funzione dell’osservatorio che manca.

“Sull’applicazione della legge 194 e sull’utilizzo del metodo farmacologico Regione Lombardia è molto indietro rispetto ad altre regioni. Soprattutto non riconosce alla rete consultoriale un ruolo fondamentale su questo fronte. Per questo chiediamo che anche i consultori possano erogare l’Ivg farmacologica a domicilio come già fanno in tante regioni. Una scelta che darebbe valore a questi presidi e consentirebbe anche un risparmio economico da reinvestire in interventi e progetti di prevenzione, diretti soprattutto alle più giovani e alle fasce che rivelano più criticità”, dichiara Paola Bocci, consigliera regionale del Pd, che da una decina d’anni porta avanti l’indagine dettagliata e stamani l’ha presentata al Pirellone.

“Adesso il vero lavoro da fare è questo: dare compiti più pregnanti ai consultori nella prevenzione delle gravidanze indesiderate e nel percorso di maternità consapevole, nel ricorso all’Ivg nei casi in cui viene richiesta e nella fondamentale fase successiva all’interruzione. Regione e assessorato al Welfare dovrebbero intervenire potenziando personale, strumenti, come ad esempio la telemedicina per il monitoraggio a distanza, e azioni di formazione e sensibilizzazione promosse dai consultori. Ma siamo ancora molto indietro. A partire dal fatto che è solo attraverso la nostra indagine, ormai decennale, che è possibile ricostruire il contesto, con dati aggiornati e dettagliati, sull’attuazione della 194 e dell’accessibilità alle Ivg nella nostra regione, evidenziando criticità e problemi e proponendo soluzioni”, sottolinea la dem.

“A Regione Lombardia chiediamo alcuni precisi impegni: permettere ai consultori di erogare l’Ivg farmacologica, anche con il secondo principio dato a domicilio, per chi la chiede, come fa l’unico consultorio che oggi la applica; estendere la gratuità della contraccezione a lunga durata post Ivg a tutte le donne che ne fanno richiesta, non solo alle fragili; promuovere progetti per la prevenzione per le under 25 con chiamata attiva a prima visita in consultorio al compimento dei 18 anni e progetti specifici e mirati per le donne di origine straniera”, spiega ancora Bocci.

Chiediamo poi da anni che ci sia un osservatorio sullo stato di attuazione della 194 in Lombardia che faccia esattamente il lavoro puntuale di monitoraggio che oggi portiamo avanti noi, dettagliando i dati per provincia, strutture, tipologia di intervento, secondo i parametri contenuti nel report annuale del Ministero della Salute, e con pubblicazione di open data entro il primo trimestre successivo all’anno di rilevazione. Devono essere diffuse informazioni chiare e in diverse lingue su prevenzione, contraccezione e Ivg, coinvolgendo, oltre ai consultori, i medici di base, i pediatri, gli ambulatori, i centri vaccinali, le Case di comunità”, aggiunge la consigliera Pd.

“L’assessore Bertolaso ha comunicato in Aula che a settembre prenderà forma una cabina di regia per la rete consultoriale, che dovrebbe occuparsi di definire indirizzi, strategie e azioni per rafforzare questi servizi. Caldeggiamo che queste nostre proposte possano essere al centro della pianificazione e della programmazione di quell’organismo nell’immediato futuro”, conclude Bocci.

NOTA STAMPA

Milano, 8 luglio 2026

 

PD Regione Lombardia