Carlo Borghetti illustra l’interrogazione sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA) in Lombardia
SLA, BORGHETTI (PD): “SERVONO PIÙ UNIFORMITÀ NELL’ASSISTENZA, SOSTEGNO AI CAREGIVER E COORDINAMENTO DELLA RICERCA”
Garantire uniformità nell’assistenza, rafforzare il sostegno ai caregiver e migliorare il coordinamento della ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA) in Lombardia: è quanto auspica il gruppo consiliare del Pd che ha presentato ieri un’interrogazione alla giunta lombarda sul tema.
“La sclerosi laterale amiotrofica è una patologia di grandissimo impatto, che richiede una presa in carico continua, multidisciplinare e altamente qualificata – spiega il primo firmatario, Carlo Borghetti, capodelegazione dem in commissione Sanità –. In Lombardia esistono competenze cliniche e scientifiche di alto livello, come il centro NeMO a Niguarda, ma è fondamentale garantire che tutti i pazienti, indipendentemente dal territorio in cui vivono, possano accedere agli stessi standard assistenziali”.
“Secondo l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica – riporta Borghetti – in Italia sono circa 6.000 le persone affette da SLA, con 1.000-1.500 nuovi casi ogni anno, un dato che evidenzia il forte impatto epidemiologico e organizzativo della patologia”.
“In Lombardia operano numerosi centri clinici e strutture impegnate nella diagnosi, nella presa in carico e nella ricerca sulle malattie del motoneurone – prosegue il consigliere – e abbiamo strumenti fondamentali per raccogliere dati e orientare la programmazione sanitaria. Chiediamo quindi a Regione Lombardia di fornirci un quadro dettagliato sulla situazione: a partire dai dati epidemiologici aggiornati sulla diffusione della patologia, agli strumenti di monitoraggio utilizzati per programmare i servizi, alla programmazione delle risorse”.
Nel documento si evidenzia anche il tema delle eventuali disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure e all’assistenza domiciliare e l’opportunità di istituire un tavolo tecnico regionale dedicato, con l’obiettivo di coordinare i percorsi assistenziali e le attività scientifiche.
“Le famiglie e i caregiver sostengono un carico assistenziale enorme, spesso senza un supporto adeguato e continuativo – sottolinea Borghetti –. È necessario rafforzare le misure economiche e i servizi domiciliari, garantendo risorse certe e tempestive, oltre a investire sulla formazione degli operatori”.
“Serve un salto di qualità nella programmazione regionale – conclude Borghetti –. Coordinare meglio i centri, sostenere la ricerca e assicurare assistenza uniforme significa dare risposte concrete a pazienti e famiglie che affrontano ogni giorno una sfida durissima”.
Milano, 2 aprile 2026


