Simone Negri e Paola Bocci dopo l’audizione sul trasferimento della Pavoni

Negri e Bocci (Pd):  Si blocchi subito il trasferimento della Pavoni di San Giuliano milanese

 

Si   blocchi subito il trasferimento della Pavoni di San Giuliano milanese. A chiederlo, nel corso dell’audizione   che si è tenuta oggi   in Commissione   attività produttive dei rappresentanti di   Cgil e Uil, di Città metropolitana e   del sindaco di San Giuliano milanese   Marco Segala, sono i consiglieri regionali del Pd Simone Negri e Paola Bocci. ”L’azienda- affermano i dem-leader nel settore della produzione di macchine per il caffè, considerata una eccellenza del ‘Made in Milano’, conta 45 dipendenti, di cui 30 in produzione.  Acquisita nel 2019 da Smeg, ha bilanci in attivo, nessun problema di ordini e commesse, tanto da non aver mai fatto ricorso ad alcun ammortizzatore sociale. Nonostante questo   Smeg ha deciso di trasferire il reparto produttivo, dove lavorano 30 persone, a Bonferrato, vicino a  Verona, a 180 chilometri dalla sede attuale. La procedura dovrebbe partire oggi e l’azienda,  non mostrando certo una volontà di dialogo,  non ha voluto intervenire in audizione”.

“Si tratta- attaccano Negri e Bocci- con tutta evidenza, di un licenziamento mascherato, visto che nessuno può pensare di   fare 180 chilometri al giorno per andare al lavoro e di una decisione che non tiene in alcun conto la responsabilità sociale d’impresa.   Chiediamo alla Regione di   continuare a fare pressione su Smeg per bloccare il trasferimento della produzione.  Questo non solo per salvare i posti di lavoro, ma anche   per interesse pubblico. Pavoni è un marchio d’eccellenza dell’area metropolitana milanese e   perderlo porterebbe all’impoverimento di un’area che   sta rischiando la desertificazione industriale. Non si può pensare di trasformare la provincia di Milano   solo  in un’enorme spazio per impianti di logistica e data center”.

Milano, 7 maggio 2026

PD Regione Lombardia