È stata bocciata oggi dall’aula consiliare la mozione del gruppo Pd, presentata due anni fa, volta a facilitare l’accesso ai prodotti mestruali e ai prodotti igienico-sanitari per l’infanzia.
BOCCIATA LA MOZIONE SUL SOSTEGNO ALL’ACCESSO AI PRODOTTI MESTRUALI E AI PRODOTTI IGIENICO-SANITARI PER L’INFANZIA, ROMANO E BOCCI (PD): “LA DESTRA LOMBARDA VOLTA LE SPALLE A DONNE, FAMIGLIE E PERSONE FRAGILI”
È stata bocciata oggi dall’aula consiliare la mozione del gruppo Pd, presentata due anni fa, volta a facilitare l’accesso ai prodotti mestruali e ai prodotti igienico-sanitari per l’infanzia.
“Oggi la destra lombarda ha perso un’occasione di civiltà: ha scelto di non affrontare un tema reale, che tocca la dignità delle persone e la libertà dei corpi – dichiarano il primo firmatario Paolo Romano e Paola Bocci, prima firmataria della mozione sulla Tampon tax approvata nella scorsa legislatura –. Chiedevamo soltanto che Regione Lombardia facesse la sua parte per garantire un diritto essenziale, invece la maggioranza ha voltato le spalle a chi non riesce nemmeno a permettersi un pacco di assorbenti o di pannolini, mettendo sullo stesso piano beni di prima necessità e beni di lusso. È una scelta incomprensibile e ingiusta”.
La mozione mirava a contrastare la povertà igienico-sanitaria, sostenendo famiglie e persone in difficoltà economica e proponeva interventi concreti per garantire salute e dignità. Tra questi: dare piena attuazione alla mozione del 2021 sulla Tampon tax, estendendone i contenuti ai prodotti per la prima infanzia; realizzare un’indagine regionale sulla povertà mestruale; avviare convenzioni con le farmacie per calmierare i prezzi di assorbenti, pannolini e latte in polvere; promuovere la distribuzione gratuita di prodotti di prima necessità in scuole, università e luoghi pubblici; sostenere campagne di educazione e sensibilizzazione sulla salute mestruale.
“Ci sono bisogni primari che non dipendono da una scelta – sottolinea Romano –. Usare un assorbente o un pannolino non è opzionale: sono beni essenziali e tassarli come beni di lusso è una distorsione che colpisce soprattutto donne, famiglie e persone fragili. È sorprendente che in Italia i tartufi siano tassati al pari o addirittura meno degli assorbenti”.
“Avevamo già richiesto uno studio sulla povertà mestruale, ma non è mai stato realizzato – aggiunge Bocci –. Con la crisi economica, il problema è peggiorato: una persona su sei in Italia non può permettersi i prodotti mestruali necessari. Disporre di dati, promuovere un’educazione alla sessualità completa e rendere questi prodotti più accessibili non dovrebbe dividere quest’Aula. Evidentemente, però, questa maggioranza non vuole nemmeno accertarsi della reale diffusione del fenomeno, respingendo perfino l’idea di un’indagine che era stata approvata quattro anni fa”.
“Infine, è scoraggiante sentire che internet dovrebbe bastare per formare i più giovani sul proprio corpo e su una sessualità sana, ignorando i rischi legati a informazioni non controllate, anche pornografiche – concludono i dem –. La mancanza di formazione corretta alimenta stigma, stereotipi e vergogna ancora legati al ciclo mestruale”.
Milano, 11 novembre 2025

