Pietro Bussolati è l’autore della proposta di introdurre il nuovo servizio di ostetricia a domicilio che sarà esteso a tutta la Lombardia
MATERNITÀ: LA REGIONE ESTENDERÀ IL SERVIZIO DI OSTETRICA A DOMICILIO IN TUTTA LA REGIONE. ERA STATA UNA RICHIESTA DEL PARTITO DEMOCRATICO
BUSSOLATI (PD): “PER NOI TEMA CRUCIALE, SERVIZIO SIA ESTESO E STABILIZZATO”
Il servizio di ostetrica a domicilio, dopo una sperimentazione di qualche mese in alcune Asst e Irccs lombardi, verrà esteso a tutta la Lombardia entro l’inizio dell’estate. La comunicazione è stata inviata nei giorni scorsi al consigliere regionale Pd Pietro Bussolati e, contemporaneamente, alla sindaca di Cernusco sul Naviglio Paola Colombo dal direttore generale della sanità Lombarda Mario Melazzini.
Bussolati era stato l’autore della proposta di introdurre il nuovo servizio, dapprima con un ordine del giorno al bilancio preventivo 2023, poi con due emendamenti, approvati dall’Aula, al bilancio di previsione 2025-2027, nel dicembre del 2024, e 2026-28, un anno più tardi. La giunta, su pressione del Pd, aveva accordato due stanziamenti, da 500mila e poi da 700mila euro, il primo di questi allo scopo di introdurre il servizio in via sperimentale, fatto poi avvenuto nell’estate 2025 per i territori di Bergamo, Como, Pavia Varese e della Valle Camonica (Asst Pavia, Lariana, Sette Laghi, Valle Olona, Valtellina e Alto Lario, Valcamonica, Papa Giovanni XXIII, Bergamo Est e Bergamo Ovest e Ircss San Matteo di Pavia). Il secondo stanziamento è citato dal dg Melazzini nella sua risposta a Bussolati: “Si informa infine – si legge – che, a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio Regionale di un finanziamento dedicato, si provvederà con apposito provvedimento all’estensione del modello di continuità assistenziale ostetrica su tutto il territorio regionale. L’adozione del provvedimento è prevista indicativamente prima del periodo estivo e consentirà di garantire il servizio di continuità assistenziale ostetrica anche alle ASST attualmente non coinvolte”.
Risposta analoga è giunta a una richiesta di informazioni avanzata dalla sindaca di Cernusco sul Naviglio Paola Colombo, capofila di una iniziativa che aveva portato diversi sindaci della Città metropolitana milanese, con atti votati nei rispettivi consigli comunali, a chiedere l’estensione e la stabilizzazione del servizio.
Il servizio di Ostetrica a domicilio, o meglio, di Continuità assistenziale ostetrica, prevede che entro una settimana dalle dimissioni dal reparto maternità, una professionista faccia visita alla mamma e al nuovo nato per constatare lo stato di salute di entrambi, per fornire eventuale supporto nella cura del bambino e anche per valutare eventuali problemi, compreso il manifestarsi di depressione post-partum, che colpisce in Lombardia il 10% delle donne in gravidanza o post gravidanza. In caso venga riscontrata la necessità, l’equipe medica dispone ulteriori visite e consulenze specialistiche. È dimostrato che la buona salute psicofisica materna favorisca lo sviluppo sano del neonato quindi supportare le donne e prevenire eventuali problemi è, di fatto, un investimento per la salute dell’intera famiglia.
La delibera che ha dato il via alla sperimentazione, richiamando l’emendamento al bilancio regionale a firma Pd di otto mesi prima, è del 1° agosto 2025 e ha definito il progetto operativo del modello pilota “Continuità assistenziale ostetrica” nelle Asst sopra citate e al San Matteo di Pavia. Ad ognuna di queste realtà la Giunta ha assegnato un primo stanziamento di 47mila euro e, lasciando autonomia organizzativa, ha dato indicazioni di utilizzare una “scheda di continuità assistenziale ostetrica” per la valutazione delle priorità e una “griglia di rilevazione del rischio sociale”. In particolare, la prima individua tre livelli di priorità della presa in carico, da bassa a medio-alta, con relativa indicazione di visita a domicilio entro 7, 5 o 3 giorni dalle dimissioni. La seconda identifica eventuali condizioni di rischio che consentono di attivare interventi addizionali.
Il gruppo regionale del Partito Democratico ora attende che dopo l’estensione della sperimentazione a tutto il territorio regionale si proceda alla stabilizzazione della misura, per la quale occorre uno stanziamento stimato di due o tre milioni di euro. Nelle prossime sessioni di bilancio, quindi, in assenza di iniziative autonome dell’assessorato al welfare, verranno presentati ulteriori emendamenti per confermare e ampliare la cifra stanziata negli ultimi due esercizi.
Il tema è stato oggetto, questa mattina a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale, di una conferenza stampa organizzata dal Pd a cui hanno partecipato il capogruppo Pierfrancesco Majorino, i consiglieri regionali Pietro Bussolati e Paola Bocci, la sindaca di Cernusco sul Naviglio Paola Colombo e la dottoressa Nadia Rovelli, presidente dell’Ordine della Professione di Ostetrica Interprovinciale di Bergamo, Cremona, Como, Lecco, Lodi, Milano, Monza Brianza e Sondrio.
Pietro Bussolati è soddisfatto di questo primo risultato: “il tema della genitorialità – dice – è per noi cruciale, è al centro di una visione della Lombardia che accompagna i genitori nella fase bella, ma anche assolutamente complicata, dei primi anni di vita dei propri figli. Con l’introduzione del servizio di ostetricia a domicilio abbiamo ottenuto un primo risultato e l’ampliamento della sperimentazione a tutto il territorio regionale è una notizia importante. Lo abbiamo chiesto noi e lo hanno fatto oltre trenta consigli comunali dell’area metropolitana milanese. Verificheremo che questo venga fatto e daremo anche battaglia, se necessario, durante il bilancio di luglio perché questa promessa si trasformi in realtà, perché non devono esistere mamme di serie A e di serie B, ma vogliamo che tutte le famiglie e tutti i genitori abbiano a disposizione un servizio che è così importante per prevenire problemi, tra cui il più piccolo può essere quello della depressione post-parto, ma possono essercene anche maggiori”.
Anche per il capogruppo Pierfrancesco Majorino è da rivendicare il risultato, “che è stato raggiunto grazie al gruppo del Partito Democratico, all’iniziativa insistente e insistita che abbiamo portato avanti in più fasi, innanzitutto nella discussione del bilancio. Noi ribadiamo il fatto che l’introduzione del servizio, e quindi di un’accelerazione importante che si è avuta in questa direzione, è frutto di una riflessione e di un’iniziativa che abbiamo costruito e che ha visto il coinvolgimento di associazioni, singole persone e rappresentanti della società civile”. Tuttavia, aggiunge il capogruppo dem, c’è ancora molto da fare. “Mi auguro che questa sia la prima tappa di un’inversione radicale di rotta sulle politiche familiari. Non posso non sottolineare che la giunta di Regione Lombardia, a parte questo episodio, è totalmente inadempiente su un tema, cioè quello delle politiche per le famiglie, su cui invece vorremmo che la caratterizzasse molto di più. Siamo di fronte a una curiosa versione di una destra disattenta di fronte al tema della famiglia. Noi ovviamente siamo per la stabilizzazione e l’ampliamento di questo servizio e l’appello che facciamo alla giunta e ai nostri colleghi della maggioranza è di non costringerci a fare ancora ostruzionismo per ottenerlo”.
Per Paola Bocci, consigliera regionale Pd sempre attiva sui temi femminili, “l’ostetrica a domicilio si connette strettamente con il potenziamento della rete lombarda dei consultori che, purtroppo, negli ultimi anni ha visto una diversa distribuzione e una diversa funzionalità sui territori. Non è giusto che questo diritto sia garantito alle donne che vivono in alcune province o nei capoluoghi e non lo sia per chi vive nelle zone interne. Questo perché la rete dei consultori, e soprattutto il numero di ostetriche in servizio, varia nelle diverse aree. Se non si potenzia il personale dei consultori, offrendo un’omogeneità del servizio di assistenza continua domiciliare, prevista tra l’altro dalle linee di indirizzo nazionale e dalle delibere regionali, non si potranno eliminare le disuguaglianze tra le donne dei diversi territori”.
La posizione dei sindaci è spiegata da Paola Colombo, prima cittadina di Cernusco sul Naviglio,
capofila delle realtà che hanno chiesto a Regione Lombardia di portare il servizio anche nel territorio di propria competenza. “Con altri trenta sindaci – dice Colombo – abbiamo portato all’attenzione dei consigli comunali, trovando anche la solidarietà delle opposizioni, la domanda, avanzata da tante famiglie, di assistenza dell’ostetrica a domicilio. Abbiamo voluto dire ad alta voce che condividiamo questa esigenza, la sentiamo nostra e ci siamo per poter ampliare quella che è l’offerta sul territorio. Da sindaca e da mamma mi ritrovo nella necessità di porre maggiore attenzione alla maternità e al periodo neonatale. Non basta intervenire nei casi di emergenza o grave bisogno, ma è necessario tutelare la fascia 0-1, la più importante per il neonato, la mamma, e tutto il contesto familiare e creare una solida rete di sostegno”.
Risposta Melazzini su estensione ostetrica a domicilio a tutta la Lombardia
Milano, 22 aprile 2026


