Miriam Cominelli durante la seduta straordinaria tematica dell’assemblea lombarda dedicata alla crisi energetica su iniziativa del Partito democratico.
ENERGIA, COMINELLI (PD): LA REGIONE SI ATTREZZI PER AFFRONTARE LA CRISI, SERVE CABINA DI REGIA PER GOVERNARE LA TRANSIZIONE ENERGETICA
La Lombardia, con le sue imprese e i suoi cittadini, è troppo esposta alla crisi energetica, occorre che anche la Regione metta il tema tra le priorità. Per questo il Partito Democratico in Consiglio regionale propone l’istituzione di un assessorato regionale alla sicurezza energetica che abbia come documento base di lavoro un piano energetico regionale. È la proposta cardine di un ordine del giorno presentato in aula da Miriam Cominelli, capodelegazione Pd in commissione ambiente, durante la seduta straordinaria tematica dell’assemblea lombarda, convocata su iniziativa del Partito democratico.
Per contrastare l’aumento dei costi energetici per le famiglie e per le imprese, il Pd indica una strada: lavorare alla transizione energetica, favorendo la diffusione delle fonti rinnovabili all’interno di una programmazione rigorosa e soprattutto governata da una strategia che porti ad aumentare l’autonomia energetica del nostro territorio.
«L’energia è tornata a essere un fattore determinante per la vita e lo sviluppo della Lombardia – spiega Cominelli -. La crisi geopolitica ha portato a impennate di prezzi, famiglie messe alle strette dall’aumento delle bollette, imprese costrette a ridurre la produzione o a rinviare investimenti. La Lombardia, ancora oggi, continua a non avere una governance all’altezza delle sfide. Manca una cabina di regia politica, per questo chiediamo un assessorato dedicato. Serve una responsabilità politica chiara e riconoscibile, capace di monitorare il fabbisogno e programmare gli investimenti. In una regione come la Lombardia non è accettabile che l’energia sia considerata tema accessorio. La nostra Regione è rimasta a lungo con un piano energetico ambientale superato e solo oggi, e questo è un primo risultato della nostra pressione politica, l’assessore ha annunciato di avere proceduto al suo aggiornamento. Quello che occorre è partire dalla stima del fabbisogno al 2030 e 2035 e programmare come arrivare a farvi fronte. Non si può governare attraverso provvedimenti episodici, occorre darsi obiettivi e politiche dedicate, per esempio volte all’installazione del fotovoltaico sugli edifici pubblici e sui parcheggi, alla previsione delle batterie di accumulo, anche a governare la domanda in ragione della disponibilità reale di energia prodotta dalle fonti energetiche rinnovabili, naturalmente più discontinue, e in questa ottica serve istituire un tavolo permanente con le categorie economiche. Molto si può fare, serve agire. La migliore risposta alla crisi energetica è ridurre la dipendenza dai fossili e acquisire autonomia, che è esattamente la strada indicata dal Green Deal europeo, tanto vituperato dalla destra ma oggi accolto come unica strada ragionevole».
Cominelli tocca anche il tema del nucleare, proposta cardine della destra, spiegando la contrarietà del Pd all’ordine del giorno presentato dalla maggioranza: «Noi non abbiamo nessun pregiudizio sulla ricerca scientifica sul nucleare, ma abbiamo bisogno di risposte oggi alle esigenze immediate del nostro sistema produttivo. La transizione energetica è la strada più concreta e realistica. Non servono posizioni tanto ideologiche quanto fumose».
Milano, 4 giugno 2026

