Jacopo Scandella e Davide Casati in merito all’accordo sul tema dell’esposizione dei defunti nelle chiese
ESPOSIZIONE DEFUNTI, SCANDELLA E CASATI: “PRIMO PASSO AVANTI PER DARE UNA RISPOSTA ALLE PERSONE PRIVATE DELLA POSSIBILITÀ DI SALUTARE I PROPRI CARI IN UN LUOGO VICINO A CASA. ORA SI LAVORI PER DEFINIRE MEGLIO CRITERI E REQUISITI”
Oggi in Aula il Consiglio regionale ha votato all’unanimità un emendamento alla legge ordinamentale 2026 che recepisce l’accordo trovato sul tema dell’esposizione dei defunti nelle chiese, prevedendo di riaprire a questa possibilità (ora esclusa dalla normativa regionale dal 2009) in tutti i Comuni montani e nei Comuni sotto i 5.000 abitanti, a patto che in questi non sia già presente una casa funeraria e nel rispetto della normativa igienico-sanitaria.
“Sono restrizioni che personalmente non condivido – dichiara il consigliere del PD Jacopo Scandella – né riguardo alla dimensione del Comune né al legame con l’iniziativa privata degli operatori, ma la scelta era tra lasciare tutto com’è o accettare un compromesso votando questo emendamento, convinti che si dovesse aprire una breccia nel regolamento”.
L’emendamento infatti consente, previa autorizzazione comunale, l’esposizione del cadavere (quindi dopo l’effettuazione dell’accertamento di morte effettuato mediante tanatogramma ed entro le 24 ore dal decesso) in un luogo scelto dai familiari all’interno della propria comunità.
“Grazie al contributo del PD che ha collaborato con tutte le altre forze politiche abbiamo oggi fatto un primo passo avanti; questa modifica alla legge regionale è arrivata in Aula dopo che la Commissione III ha approvato l’emendamento del collega Anelli con i nostri voti favorevoli – prosegue Casati -, ma il lavoro non è finito”.
“Attraverso infatti l’approvazione oggi in Consiglio di un ordine del giorno unitario – spiegano i consiglieri dem Scandella e Casati – abbiamo votato l’impegno di approfondire tutta la normativa funeraria vigente entro il 30 ottobre 2026, attivando un gruppo di lavoro tecnico-politico”.
“È necessario trovare un punto di incontro che tenga conto del rispetto dei criteri igienico-sanitari già stabiliti a livello nazionale – concludono i consiglieri Scandella e Casati – e la legittima richiesta dei cittadini di poter dare l’ultimo saluto ai loro cari defunti in un luogo prossimo alla loro residenza”.
16 giugno 2026



