Pierfrancesco Majorino, Pietro Bussolati e Silvia Roggiani a margine del convegno del gruppo regionale del Pd sullo sviluppo economico del Nord
SVILUPPO ECONOMICO DEL NORD, PD: “CRESCITA FERMA, SERVE UNA NUOVA STRATEGIA. FINLOMBARDA TORNI STRUMENTO DI POLITICA INDUSTRIALE”
All’economia lombarda, fortemente appannata rispetto al passato e soprattutto rispetto ai competitor europei, serve un ruolo di regia da parte della Regione, e serve una Finlombarda capace di essere motore di sviluppo. Tutto ciò oggi non c’è, e Palazzo Lombardia sta ragionando di spacchettare la partecipata regionale con l’intento principale di sfuggire ai richiami della Corte dei Conti, finendo con il creare un soggetto sempre più dedicato alla finanza separato da quello che gestirà i fondi per le politiche regionali. Una prospettiva che il Pd vede come non in grado di dare le risposte di cui l’economia lombarda ha bisogno.
Ad aprire i lavori, oggi, del convegno “Sviluppo economico del Nord, il ruolo di Finlombarda presente e futuro”, promosso dal gruppo regionale del Partito democratico a Palazzo Pirelli è stato il capogruppo Pierfrancesco Majorino, che ha espresso “preoccupazione per un quadro economico che vede la Lombardia rallentare in modo evidente”.
“La Lombardia ha lo stesso problema dell’Italia: non cresce, e questo è un problema serio – aggiunge la segretaria regionale del Pd Silvia Roggiani –. Per anni ha trainato il PIL nazionale, oggi non lo fa più. Per questo ci siamo chiesti quale debba essere il ruolo della Regione e di Finlombarda: continuare a distribuire mancette oppure costruire una vera politica industriale. Noi pensiamo la seconda e siamo qui per candidarci a governare questa regione”.
“Le ultime stime – sottolinea Majorino – indicano una crescita scesa dall’1% allo 0,6%, con l’area milanese che passa dall’1,6% all’1%. È il segnale di una regione ferma, senza una reale capacità di pianificazione e programmazione. Il tema di Finlombarda va affrontato proprio in questa chiave, con un atteggiamento preoccupato, ma costruttivo, analizzando lo scarto tra le potenzialità e ciò che concretamente viene fatto. Abbiamo bisogno di soggetti pubblici in campo a sostegno dello sviluppo, delle imprese e dell’economia reale. E di una regione che la faccia finita con l’immobilismo”.
Sulla stessa linea Pietro Bussolati, capodelegazione Pd in commissione bilancio che ha organizzato l’incontro e messo in evidenza una criticità strutturale: “Finlombarda rischia di perdere la sua funzione di braccio operativo della Regione e di trasformarsi in un soggetto finanziario autonomo, scollegato dalle priorità strategiche. I finanziamenti vengono distribuiti senza una chiara coerenza con il programma di sviluppo regionale e senza una valutazione degli effetti reali su crescita, occupazione e innovazione. A fronte di risorse consistenti, che superano gli 800 milioni di attivo, manca una regia pubblica capace di orientarle in modo efficace. Serve un cambio di impostazione: Finlombarda deve tornare a sostenere in modo mirato le PMI, la transizione ecologica e digitale e la qualità del lavoro”.
Un quadro economico preoccupante è stato tracciato anche dal vicepresidente del Consiglio regionale Emilio Del Bono: “Da ormai tre anni Regione Lombardia non cresce più. O meglio, cresce talmente poco da stare sotto l’1% del prodotto interno lordo. La nostra Regione non è più la Lombardia di cui si è parlato in passato e di si parla oggi; non cresce più due, tre, quattro volte in più rispetto al PIL italiano, ma è esattamente in linea. È una condizione a cui non eravamo abituati e che ovviamente comporta una minore ricchezza prodotta, ma anche una minore ricchezza ridistribuita. Redditi e consumi fermi, differenze territoriali marcate, sono elementi che dovrebbero spingerci a una nuova visione politica che nella giunta Fontana non si vede. Noi sentiamo l’esigenza di portare avanti questa idea di prospettiva, di futuro, che faccia cambiare assolutamente la rotta. Diversamente, il declino è segnato: pochi territori che corrono e molti che arrancano. Serve un cambio di rotta politica”.
“Finlombarda come società oggi non si è presentata, ma abbiamo approfondito lo stesso
il suo ruolo all’interno di Regione Lombardia – conclude Bussolati -. Ed è un po’ questo il punto: non tanto la sua assenza oggi, quanto la sua assenza nel sostenere concretamente le politiche regionali. Dalla transizione ecologica all’innovazione digitale, fino al sostegno ai salari e alla competitività del sistema produttivo, oggi manca una programmazione chiara. I bandi vengono distribuiti a pioggia, senza un indirizzo strategico e senza un sostegno mirato ai settori chiave. Per questo abbiamo voluto organizzare questo momento di confronto: per capire come Finlombarda possa tornare a svolgere fino in fondo il suo ruolo, diventando uno strumento efficace a sostegno delle imprese, del lavoro e dello sviluppo della Lombardia”.
BUSSOLATI SU FINLOMBARDA_TV E RADIO_04052026
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Milano, 4 maggio 2026


