Simone Negri, capodelegazione dem in commissione Territorio, interviene dopo l’approvazione del progetto di legge sull’insediamento dei centri dati in Lombardia.
DATA CENTER, NEGRI (PD): “SVILUPPO IRRAZIONALE E SENZA REGIA. COSÌ SI ESPONE IL TERRITORIO A RISCHI ENORMI”
“Il testo approvato oggi tradisce completamente il percorso e il lavoro compiuto dalla commissione sulla regolamentazione dei data center lombardi ed è del tutto inadeguato a governare uno sviluppo così rilevante per i nostri territori” così il consigliere regionale del Pd Simone Negri, capodelegazione dem in commissione Territorio, interviene dopo l’approvazione del progetto di legge sull’insediamento dei centri dati in Lombardia.
“Quello seguito dalla commissione è stato un percorso serio, che ci ha permesso di approfondire un tema complesso e in continua evoluzione, costruendo conoscenze che altrove spesso vengono ignorate – sottolinea Negri –. Oggi però siamo di fronte a un esito opposto: mentre in Europa e nel mondo si introducono limiti stringenti e perfino moratorie, qui si sceglie deliberatamente di non governare il fenomeno. Non è solo un’occasione persa, è una resa. Si spalancano le porte a grandi gruppi, spesso internazionali, lasciando che siano loro a decidere tempi, luoghi e modalità di insediamento. È uno sviluppo disordinato, speculativo e senza alcuna visione pubblica”.
“È gravissimo che questa legge apra di fatto alla possibilità di insediare infrastrutture energivore e impattanti anche in aree di straordinario valore ambientale e agricolo -attacca il consigliere dem -. Penso al Parco Agricolo Sud Milano e al Parco del Ticino: due pilastri della tutela del nostro territorio che rischiano di essere messi sotto pressione da una logica puramente speculativa. Stiamo parlando di suoli agricoli strategici, di ecosistemi delicati, di un patrimonio costruito in decenni di battaglie. Con questa norma si manda un messaggio devastante: nulla è davvero tutelato”.
“E non si tratta solo dei data center in sé – prosegue – ma di tutto ciò che si portano dietro: nuove stazioni elettriche, infrastrutture energetiche invasive, chilometri di tralicci. Un impatto cumulativo enorme che viene completamente ignorato. Si rischia di trasformare porzioni rilevanti della pianura lombarda in piattaforme energetiche al servizio di interessi privati”.
“Stiamo già vedendo progetti giganteschi, fino a 300 mila metri quadrati, calare come una valanga su territori delicati – aggiunge Negri –. È anche una questione di sovranità: stiamo concentrando infrastrutture strategiche senza una regia regionale, senza coordinamento sovracomunale e senza una reale consapevolezza istituzionale. È il contrario della pianificazione”.
Il consigliere dem attacca anche le modifiche introdotte: “Si arriva perfino a cancellare le compensazioni per interventi che generano impatti enormi sui territori. È una scelta inaccettabile: si tolgono risorse ai Comuni e si scaricano su cittadini e amministrazioni locali tutti i costi di queste operazioni. Basta localizzarsi in un’area dismessa per costruire senza ulteriori obblighi, indipendentemente dal contesto. È una forzatura che può avere conseguenze pesantissime, anche in centri urbani già densamente abitati”.
“Questa è una sconfitta politica netta – conclude Negri -. Ci auguriamo che da qui all’aula ci siano ripensamenti, perché le responsabilità della giunta regionale e degli assessori competenti sono evidenti e su queste pretendiamo risposte chiare”.
Milano, 23 aprile 2026
