Davide Casati e Gigi Ponti sul question time che presenteranno domani in aula in merito alle nuove norme nazionali in materia di lavoro e disabilità
DISABILITÀ E LAVORO, CASATI E PONTI (PD): “CON LE NUOVE NORME NAZIONALI RISCHIO DI MENO ASSUNZIONI DIRETTE IN AZIENDA, LA REGIONE INTERVENGA PER ARGINARE GLI EFFETTI”.
DOMANI QUESTION TIME IN CONSIGLIO REGIONALE
Le nuove norme nazionali in materia di lavoro e disabilità rischiano di avere ripercussioni negative sull’occupazione delle persone con disabilità. È l’allarme lanciato dalle associazioni delle famiglie e dalle cooperative sociali di tipo B, che segnalano criticità legate alle recenti modifiche alla normativa che disciplina i percorsi di inclusione lavorativa. L’allarme è stato raccolto dal gruppo regionale del Partito Democratico che domani presenterà un question time in aula consiliare.
“In particolare – spiegano i primi firmatari Davide Casati e Gigi Ponti, rispettivamente capodelegazione PD in commissione Sostenibilità sociale e componente della commissione Lavoro – le modifiche all’articolo 12 bis della Legge 68/1999 (“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”) e all’articolo 14 del D.lgs. 276/2003 introducono la possibilità per le aziende di assolvere all’obbligo di assunzione delle persone con disabilità anche attraverso il distacco presso realtà terze. La quota consentita passerebbe dall’attuale 10% fino al 60%. Inoltre, viene estesa anche agli Enti del Terzo Settore non commerciali e alle società benefit la possibilità di ricevere commesse di lavoro per consentire alle imprese di adempiere agli obblighi occupazionali”.
“Il rischio concreto – sottolineano i dem – è che strumenti nati come misure integrative e sussidiarie rispetto all’assunzione diretta delle persone con disabilità possano diventare prevalenti, spingendo i datori di lavoro verso il distacco e l’esternalizzazione. Di conseguenza, il numero di lavoratori con disabilità assunti direttamente dalle aziende potrebbe ridursi in modo significativo, con modalità di impiego che non garantirebbero una reale inclusione lavorativa all’interno dell’azienda, in un contesto integrato con gli altri lavoratori”.
“Abbiamo dunque raccolto l’appello delle famiglie e delle cooperative sociali di tipo B – concludono Casati e Ponti – e chiediamo alla Regione di aprire un confronto per individuare strumenti in grado di garantire e promuovere una reale integrazione nel mondo del lavoro delle persone con disabilità più fragili, tutelandone pienamente i diritti e prevenendo possibili ricadute negative derivanti dall’attuazione della normativa nazionale”.
Milano, 2 febbraio 2026
