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Emilio Del Bono tra i relatori del convegno promosso dal Centro Studi Grande Milano alla Libreria Rizzoli di Milano.

EMILIO DEL BONO (PD): “VERSO UNA LEGGE SPECIALE PER FAR CRESCERE MILANO E RIEQUILIBRARE LA LOMBARDIA. ORA AVANTI CON I LAVORI PER UNA PROPOSTA BIPARTISAN”

 

“La legge speciale per Milano è un passaggio indispensabile per compiere un salto di qualità, non solo per il capoluogo, ma per l’intera Lombardia e per il Paese”. Lo ha ribadito il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, Emilio Del Bono, oggi tra i relatori del convegno promosso dal Centro Studi Grande Milano alla Libreria Rizzoli di Milano.

Nel suo intervento, Del Bono ha ricostruito il contesto in cui nasce il dibattito sulla riforma:
“Questo confronto parte da una riforma costituzionale in discussione a livello nazionale sul tema di Roma Capitale – specifica -. È evidente che, accanto a Roma, si è aperta la necessità di ragionare sulla seconda grande area del Paese, quella milanese”.

Un dibattito che ha già visto emergere una proposta di legge nazionale, quella del capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ma che secondo Del Bono deve essere rafforzato e ampliato:
“La proposta presentata riguarda solo il Comune di Milano. Noi riteniamo invece che questa sia un’occasione importante per affrontare seriamente il tema di una legge speciale che abbia come perimetro la città metropolitana di Milano – commenta l’ex sindaco di Brescia -. Proprio per questo, il percorso avviato in Lombardia punta a un passaggio istituzionale innovativo: abbiamo immaginato che questa proposta possa partire dal Consiglio regionale della Lombardia. La Costituzione, all’articolo 121, prevede che i consigli regionali possano avanzare proposte di legge parlamentare. Sarebbe un precedente straordinario, perché una proposta votata in modo trasversale dal Consiglio regionale più importante d’Italia avrebbe una corsia privilegiata nel percorso parlamentare”.

Del Bono ha spiegato che il lavoro è già avviato in Commissione Affari Istituzionali e Autonomia, con una prima fase di ascolto delle parti sociali e istituzionali, in particolare Confindustria e le organizzazioni sindacali, che hanno prodotto un documento unitario a sostegno della necessità di una legge speciale.

Nel merito, l’obiettivo è chiaro: “Arrivare a una legge che liberi la città metropolitana di Milano, riconoscendole risorse, competenze e poteri regolatori e autorizzativi – sottolinea Del Bono -. Questo si può fare con una legge ordinaria dello Stato, senza modificare la Costituzione, ma definendo in modo chiaro le funzioni e prevedendo anche un fondo dedicato”.

Un esempio concreto riguarda il trasporto pubblico: oggi il Comune di Milano investe circa 400 milioni di euro nel trasporto pubblico locale su gomma, metro e tram, mentre il fondo complessivo per tutta la Regione è di circa 600 milioni. “È evidente che esiste un’anomalia: Milano non può continuare a stare dentro un unico contenitore regionale con risorse limitate e vincoli che ne frenano lo sviluppo – continua Del Bono -. Milano deve poter correre alla sua velocità, anche su temi come ambiente e mobilità, con strumenti adeguati”.

Ma il rafforzamento del capoluogo non è in contraddizione con il resto della Lombardia.
“Lo dico da ex sindaco di Brescia: oggi il resto della regione è fortemente condizionato dalla forza attrattiva di Milano; una legge speciale serve anche a riequilibrare il sistema, permettendo agli altri territori di sviluppare politiche più mirate e autonome – aggiunge il consigliere regionale che poi ha richiamato i principali nodi politici ancora aperti -. Da una parte c’è il rischio di limitarsi a una legge puramente amministrativa e confinata al Comune di Milano: non è sufficiente. Dall’altra c’è il tema delle risorse. Ma non sarebbe una novità: da anni lo Stato destina fondi dedicati a Roma Capitale. Allo stesso modo serve un fondo per la città metropolitana milanese”.

Infine, Del Bono ha ribadito il valore strategico della riforma: “Abbiamo bisogno di far correre Milano e, allo stesso tempo, di mettere nelle condizioni il resto della Lombardia, dall’asse manifatturiero Bergamo-Brescia al sud e al nord della regione, di sviluppare politiche dedicate. È una scelta che rafforza tutto il sistema lombardo e nazionale”.

 

Milano, 13 aprile 2026

PD Regione Lombardia