Jacopo Scandella e Pier Luigi Mottinelli  all’indomani del consiglio regionale straordinario che ha evidenziato l’importanza dell’idroelettrico come migliore e costante fonte rinnovabile a disposizione dei territori montani

SCANDELLA E MOTTINELLI (PD): “SERVONO INVESTIMENTI: CONCESSIONI IDROELETTRICHE FONTE MIGLIORE. REGIONE SE NE OCCUPI”

 

 

“Le aree interne e i Comuni di montagna aspettano da anni adeguati investimenti per rilanciare le economie locali. Crediamo che non ci sia fonte migliore di finanziamento delle grandi concessioni idroelettriche: è arrivato il momento che Regione Lombardia prenda in mano la situazione che da anni è in stallo, con concessioni di sfruttamento delle centrali scadute dal 2010 che vengono prorogate di anno in anno senza garantire prospettiva agli operatori, certezze e investimenti necessari, e con canoni assolutamente sproporzionati, in difetto, rispetto agli enormi guadagni che fruttano”, lo dicono Jacopo Scandella, consigliere regionale del Pd, e Pier Luigi Mottinelli, responsabile Montagna della Segreteria regionale del Pd, all’indomani del consiglio regionale straordinario che ha evidenziato l’importanza dell’idroelettrico come migliore e costante fonte rinnovabile a disposizione dei territori montani.

 

Non ha dubbi Mottinelli: “Quella delle concessioni di utilizzo delle centrali idroelettriche è la partita decisiva per il futuro delle nostre aree: dall’acqua che scende dalle montagne possono arrivare ‘fiumi’ di fondi destinati ai territori, che da tanti anni sono in sofferenza, con l’abbandono dei giovani e l’economia locale in affanno che sarebbe la vera e virtuosa ‘remigrazione’”, precisa.

 

Gli fa eco Scandella: “Regione Lombardia deve smetterla di parlare di autonomia e cominciare a praticarla, a partire dai temi come quel grande patrimonio che è l’idroelettrico, sul quale la legge le attribuisce, dal 2019, piena titolarità. A nostro parere è estremamente interessante la costituzione di una società mista pubblico-privata per la gestione delle concessioni idroelettriche, soluzione che permette di valorizzare l’esperienza e la competenza delle società private presenti oggi in Lombardia e al contempo garantire alla Regione la partecipazione diretta agli utili e una pianificazione condivisa su investimenti e gestione di un bene pubblico come l’acqua, nell’interesse dei territori e dei cittadini”, spiega.

 

I due esponenti Pd concludono: “Ma anche se si scegliesse un’altra strada per le nuove concessioni sarebbe indispensabile non perdere altro tempo: più si prolunga questa situazione di stallo, più rimangono al palo gli investimenti nella sicurezza degli impianti e nell’innovazione, oltre che le risorse ingenti che spettano ai territori. Bisogna vincolare le concessioni ai necessari investimenti in ammodernamento e sicurezza degli impianti, migliore gestione dei bacini, incremento della capacità di pompaggio e sviluppo di servizi di flessibilità di rete, anche in raccordo con Terna e con gli operatori del settore”.

 

Milano, 5 giugno 2026

 

PD Regione Lombardia