Il Partito Democratico della Lombardia ha presentato i dati della sicurezza lombarda in un documento illustrato da Silvia Roggiani, Gian Mario Fragomeli, Pierfrancesco Majorino e il responsabile nazionale per la sicurezza Matteo Mauri

SICUREZZA, IL PD PRESENTA PER LA LOMBARDIA UN DOCUMENTO DI ANALISI E PROPOSTE

“REATI IN AUMENTO E LOMBARDI PIÙ PREOCCUPATI, LA DESTRA FA SOLO CHIACCHIERE”

 

Con la destra al Governo, a Roma e in Regione, la sicurezza dei cittadini sta peggiorando. I dati dei reati predatori, in Lombardia, hanno ricominciato a salire dopo anni di trend in decrescita. I lombardi sono tra i più preoccupati in Italia per la sicurezza nella propria zona e in effetti la nostra regione è in cima alla classifica per incidenza di rapine in strada, terza per criminalità predatoria, quinta per violenze sessuali e furti in abitazione. Cresce la criminalità minorile e crescono i dati delle province più che della Città metropolitana di Milano. La Lombardia, però, ha in proporzione meno poliziotti e carabinieri di ogni altra regione e la polizia locale, molto presente a Milano e nelle città, è sguarnita soprattutto nei centri medio piccoli.

Sono i dati raccolti dal Partito Democratico della Lombardia in un documento presentato oggi a Palazzo Pirelli dalla segretaria regionale Silvia Roggiani, il vicesegretario Gian Mario Fragomeli – che ha la delega regionale alla sicurezza -, il capogruppo in Regione Pierfrancesco Majorino e il responsabile nazionale per la sicurezza Matteo Mauri. Nel documento il Pd formula un pacchetto di proposte di livello regionale per migliorare concretamente la sicurezza, creando un’Alleanza della Regione con i comuni e gli enti locali e lavorando sulla “sicurezza integrata”, perché oltre alla repressione dei reati occorre un grande lavoro di prevenzione. Da qui le proposte di introdurre la figura degli Street Tutor soprattutto nelle zone della movida, operatori senza compiti repressivi ma in grado di fare prevenzione dei rischi e mediazione dei conflitti; di creare in Fondo per la prevenzione della violenza giovanile con cui sostenere le misure volte a favorirne l’inclusione sociale; di sostenere la polizia locale, in particolar modo nei centri piccoli e medio piccoli, e introdurre sistemi di videoanalisi e di videosorveglianza innovative. Soprattutto, di mettere le risorse e attuare le misure laddove i dati indicano che c’è più bisogno.

 

“Riteniamo che la politica si debba occupare del tema dell’insicurezza, vera e percepita. Però dobbiamo capire di chi è la responsabilità di affrontare la questione. Il sindaco Giuseppe Sala, a Milano, ha provato a risolvere il problema e ha annunciato e portato a casa l’assunzione di nuovi agenti della Polizia locale, ad esempio. Ma i sindaci non possono fare tutto da soli. Soprattutto, in Lombardia, abbiamo un governo regionale assente, che investe lo 0,04% del suo bilancio sulla sicurezza, cioè niente. E d’altra parte, il Governo nazionale continua a fare propaganda e basta. Si pensi che nell’ultima legge di bilancio ha stanziato per gli enti locali zero euro per la sicurezza. Credo che i numeri si commentino da sé: c’è chi vuole risolvere i problemi e c’è chi pensa che fare propaganda sulla sicurezza porti consenso, anche senza bisogno di dimostrarlo con i fatti”, ha detto Silvia Roggiani, parlamentare e segretaria regionale del Pd.

 

“In Lombardia la situazione è preoccupante e lo diciamo da tempo: adesso i dati lo dimostrano. I reati che creano maggiore allarme sociale, come i reati di strada, sono in crescita e purtroppo la nostra regione è maglia nera rispetto ad altre regioni italiane in molte statistiche sulla criminalità. Questo ci ha portati a pensare che bisogna fare qualcosa di diverso in Lombardia, perché se dopo 31 anni di governo di centrodestra questi sono i risultati, cioè Regione non sta facendo nulla, di conseguenza i numeri peggiorano, una soluzione la proponiamo noi. Per questo, come Partito democratico lombardo, abbiamo fatto delle proposte alternative. Partendo da un dato di fatto: la sicurezza è competenza statale, ma la Regione può svolgere un importante ruolo di promozione e sicurezza sui territori”, ha spiegato Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale del Pd, responsabile regionale della sicurezza per i dem lombardi e primo firmatario di una proposta di legge regionale sul tema sicurezza, appena depositata.

 

“Cosa proponiamo? Come prima cosa, una presenza della Polizia locale maggiore e più distribuita su tutto il territorio lombardo. Non ci possono essere due Lombardie: quella dei capoluoghi con un certo numero di agenti, e quella dei paesi più piccoli che non ha praticamente questo servizio, se non in forma molto minoritaria. E di questo aspetto bisogna occuparsi, rendendolo prioritario. Bisogna fare in modo che le risorse che ci sono e che devono aumentare, perché oggi Regione spende solo lo 0,04% del bilancio in sicurezza, vengano destinate ai territori che hanno il più alto indice di delittuosità. Allo stesso tempo, nel documento e nella nostra proposta di legge, diciamo che non basta un intervento repressivo, con il seppure necessario aumento delle forze dell’ordine e del presidio territoriale, ma ci vogliono altre misure di prevenzione. Per questo crediamo sia importante creare un fondo destinato alla prevenzione della violenza giovanile. È allarmante che in Lombardia, più che in tutto il resto d’Italia, i reati siano commessi soprattutto dalle giovani generazioni. Quindi, bisogna intervenire con risorse che devono servire a costruire politiche educative, sociali, di mediazione dei conflitti”, ha detto ancora il consigliere Pd.

 

“Non solo. Regione ha un ruolo fondamentale nella rigenerazione urbana dei territori, dei luoghi, nel recupero delle zone più degradate. Quindi, anche qui bisogna fare quello che già prevede l’attuale legge regionale sulla sicurezza, la 6 del 2015, fino a oggi disapplicata, ovvero i patti per la sicurezza in ogni città dove servono, dando priorità dove il tema è ancora più evidente. Nella nostra proposta di legge abbiamo spiegato in modo puntuale tutti questi aspetti perché non vogliamo più che la sicurezza sia solo uno slogan, una bandiera da sventolare, ma crediamo che sia venuto il momento di affrontarla davvero, non solo attraverso la repressione, ma anche con tanta prevenzione”, ha concluso Fragomeli.

 

“Il Governo nazionale ha tagliato risorse, dando meno soldi ai Comuni per fare prevenzione attraverso politiche sociali e culturali, e non ha messo i fondi che avrebbe dovuto stanziare nemmeno sulla repressione. Così, gli operatori delle forze dell’ordine, in questi anni a guida Meloni, sono diminuiti. Basti dire che abbiamo 2mila agenti della Polizia di Stato in meno, da quando governa la destra, che, evidentemente, non sta facendo nulla né su un fronte, né sull’altro. Nel frattempo, se guardiamo i dati della criminalità accertati, vediamo che c’è un aumento del 6% e su alcuni reati anche dell’8%. Parliamo dei reati che impattano di più sulla vita delle persone, cioè quelli di strada, quelli predatori e quelli violenti. Noi pensiamo che sia il momento di fermare la macchina della propaganda, sederci tutti attorno a un tavolo e ragionare insieme sul tema della sicurezza. Per il Pd è una priorità. Ci piacerebbe che lo fosse anche per gli altri”, ha dichiarato Matteo Mauri, parlamentare e responsabile nazionale per la sicurezza del Pd.

 

Per il capogruppo dem in Regione Pierfrancesco Majorino, in conclusione, “le politiche della sicurezza della destra, anche in Regione Lombardia, sono fatte di chiacchiere e propaganda. A loro interesse gettare la croce sui sindaci e sulle amministrazioni comunali quando e dove governa il centrosinistra, non interessa minimamente risolvere i problemi. Altrimenti farebbero quello che abbiamo fatto e vogliamo fare noi, cioè avrebbero studiato i numeri e avrebbero preso atto che la sicurezza la si fa con gli agenti, e ricordo che a Milano continuano a mancare i 500 che Piantedosi ha promesso ormai da tempo, e con la prevenzione, che significa agire sul degrado, sulla scuola, sui centri di aggregazione, sul disagio in generale. Altro modo non c’è, ed è quello che diciamo con il nostro documento e con il progetto di legge che abbiamo presentato e che chiederemo di discutere presto in Consiglio regionale”.

 

In nota stampa dati, grafici e maggiori dettagli sulle proposte.

 

Video e audio

 

FRAGOMELI SU SICUREZZA_2_TV E RADIO_31072026

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ROGGIANI SU SICUREZZA_TV E RADIO-31072026

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FOTO CONFERENZA STAMPA SICUREZZA_31072026

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Milano, 31 luglio 2026

PD Regione Lombardia