Simone Negri e Carlo Borghetti, dopo che l’assessore Sertori ha di fatto ammesso che la legge regionale voluta dalla giunta Fontana e approvata a fine maggio non è in grado di mettere paletti reali alla crescita incontrollata dei data center.
DATA CENTER: NEGRI E BORGHETTI (PD), “TEMA STA SCOPPIANDO IN MANO ALLA REGIONE, LI AVEVAMO AVVISATI. E I SINDACI SONO LASCIATI SOLI”
“Il tema dei Data Center sta scoppiando in mano alla giunta regionale, e non si può dire che non li avessimo avvisati”. A dirlo sono Simone Negri e Carlo Borghetti, consiglieri regionali lombardi del Partito Democratico, dopo che l’assessore Sertori ha di fatto ammesso che la legge regionale voluta dalla giunta Fontana e approvata a fine maggio non è in grado di mettere paletti reali alla crescita incontrollata dei data center.
“Quello che l’assessore Sertori non può fare è dirsi sorpreso e dare la colpa ad altri. La proliferazione dei centri dati appare inarrestabile, ma lo è anche perché la Regione prima non ha voluto vedere il problema, poi ha deciso sostanzialmente di non intervenire, approvando una legge che, come avevamo previsto, più che regolare e fissare dei paletti ha semplificato e accelerato i processi. Peraltro ancora non sappiamo quanti siano oggi i progetti in sviluppo di data center in Lombardia, non abbiamo notizia dell’operato dell’osservatorio che era stato previsto dalla legge regionale e a tutte le nostre interrogazioni in merito la giunta Fontana semplicemente non risponde. È evidente che la legge va modificata, anche se è stata approvata solo pochi mesi fa. Occorre inserire norme sulle distanze, occorre dare la possibilità ai Comuni di individuare una destinazione urbanistica specifica e non genericamente produttiva, in una pianificazione di area vasta, non lasciata totalmente alla libera iniziativa come ora, di fronte alla quale i sindaci non hanno strumenti cogenti di intervento. Poi serve collegare lo sviluppo di questi insediamenti, che sono altamente energivori, allo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili e prevedere mitigazioni e compensazioni energetiche e ambientali obbligatorie in favore dei territori che li ospitano. Occorre anche prevedere e promuovere il riuso del calore per il teleriscaldamento”.
Milano, 5 ottobre 2026

