Roberta Vallacchi sul declassamento delle aree soggette a restrizione per la peste suina

Peste suina-Vallacchi (Pd): bene il declassamento delle   zone di restrizione.  A Lodi 81 mila   capi abbattuti. Ora distribuire agli agricoltori i ristori non ancora liquidati

Bene il declassamento delle aree soggette a restrizione per la peste suina, ma ora la Regione si attivi per distribuire agli allevatori   colpiti i ristori non liquidati.  A chiederlo è la consigliera regionale del Pd Roberta Vallacchi che spiega: “Come ha denunciato anche la Coldiretti nell’ultima manifestazione che ha organizzato sotto il Pirellone 20 giorni fa, i ristori sono stati distribuiti solo in parte. E’   stato   liquidato un solo bando, scaduto a marzo 2025, per i danni da dicembre 2023 a ottobre 2024,  con un primo stanziamento    di 10 milioni   di euro, a cui   ne sono stati poi aggiunti altri 5.  Ad oggi le associazioni denunciano che è stato liquidato   solo il 70% dei danni dichiarati e   chiedono   siano stanziati altri 35 milioni per   completare la liquidazione dei ristori richiesti per il periodo   tra dicembre   2023   e ottobre 2024 e per i periodi successivi sino ad oggi”.

 

“La mancata distribuzione   dei ristori- conclude la consigliera dem- ha messo in grave difficolti tanti allevatori. Alcuni hanno chiuso, altri si sono indebitati.  E a farne le spese è stata soprattutto la Lombardia. Nel 2021 in Italia c’erano 8.849.000 suini, a fine 2025 erano 7.753.000:  si sono persi 1.096.000 capi, pari al 12,4%. Il 70% di questo calo ha colpito la Lombardia, passata da 4.458.000 capi a 3.751.000 (- 15,6%).

I numeri sono drammatici, in particolare nella Provincia di Lodi,  dove nel 2021 c’erano 180 allevamenti e 340 mila suini, mentre alla fine   del 2025 erano attivi   solo 147 allevamenti (il 18% in meno) con 259 mila capi, 81 mila   in meno in termini assoluti (il 24% in meno). Anche nel 2025 la provincia di Lodi ha   visto ridursi il numero dei suini mentre le province di Brescia, Cremona e Mantova hanno registrato un aumento. In sostanza, il ‘cordone’ per salvare Brescia, Cremona e Mantova ha funzionato, ma al prezzo di ridurre di un quarto la suinicoltura lodigiana, che in proporzione alla superficie territoriale era quella   con la   maggior intensità (0,19 allevamenti per chilometro quadrato). Chiediamo che la Regione liquidi   finalmente   i ristori agli allevatori messi in ginocchio   dalla peste suina”.

 

Milano, 25 marzo 2026

PD Regione Lombardia