Davide Casati sui medici di famiglia
MEDICI DI FAMIGLIA E PEDIATRI LA VERA EMERGENZA DELLA SANITA’ TERRITORIALE.
CASATI (PD): “FIGURE CENTRALI, MA OGGI SONO LA ‘CENERENTOLA’ DELLE PROFESSIONI MEDICHE E QUINDI NON ATTRAGGONO GIOVANI. REGIONE FACCIA LA SUA PARTE AUMENTANDO LE BORSE DI STUDIO E INCENTIVI ORGANIZZATIVI ED ECONOMICI”
I medici di famiglia e i pediatri sono troppo pochi e la situazione peggiora di anno in anno alla luce dei nuovi pensionamenti e del mancato ‘ricambio’: si tratta di figure centrali per la tenuta della sanità territoriale, e dunque occorre agire al più presto per aumentarne il numero” dichiara il consigliere del PD e componente della Commissione III sanità Davide Casati.
Due le direttrici individuate dal consigliere. La prima, spiega, “a livello nazionale, intervenendo fin da subito nel percorso di formazione, ovvero prevedendo già all’interno del percorso universitario per la laurea in medicina dei moduli specifici sulla medicina di base, al fine di far conoscere a tutti i corsisti questa importante figura; successivamente, l’istituzione di una specializzazione universitaria ad hoc per diventare medico di base (oggi sono previsti percorsi formativi regionali post laurea, ndr) potrebbe valorizzare questa figura ed equiparare il percorso, anche a livelli di prestigio e riconoscimento, alle altre specialità”.
“Anche Regione Lombardia deve fare la sua parte, ed è un a parte tutt’altro che trascurabile, perchè contribuirebbe a rendere più attrattiva la professione di medico di base – sottolinea Casati, individuando il secondo ambito di azione -, prima di tutto aumentando le borse di studio per chi sceglie questa specializzazione, che oggi valorizzata meno della metà di chi opta per una specializzazione ospedaliera; e poi fornendo supporti concreti per migliorare le condizioni di lavoro; sarebbe importante che la Regione dotasse, ad esempio, le case di comunità hub e gli ambulatori spoke in cui si pratica la medicina di gruppo di attrezzature e tecnologie moderne per gli esami con la collegata formazione necessaria a favore dei medici; e ancora, prevedesse risorse economiche a favore di chi intraprende la professione di medico di base vincolate alla copertura delle spese amministrative (es. attività di segreteria) per ridurre il peso burocratico in capo ai medici che riduce il tempo a disposizione delle visite dei pazienti. E per sostenere chi decide di operare in aree interne, quindi più lontane dai centri, occorre prevedere incentivi in modo che i disagi vengano in qualche modo ‘ricompesati’ da una maggiore remunerazione economica o da condizioni lavorative più agevoli”.
“Medici di famiglia e pediatri – conclude Casati – sono l’architrave su cui poggia l’intero sistema della nostra sanità territoriale, ma se continueranno ad essere le ‘cenerentole’ delle professioni mediche non saranno mai attrattive per i giovani- conclude Casati -; occorre valorizzare questa professione tenendo conto della sua importanza fondamentale per la salute pubblica: i loro ambulatori solo il primo filtro per garantire l’accesso dei cittadini alle prestazioni sanitarie e non possiamo permettere che continuino a diminuire”.
3 aprile 2026
