La segretaria dem conclude a Milano la conferenza del Pd “L’Italia che si prende cura”
SANITÀ, SCHLEIN (PD): “LA DESTRA STA SMANTELLANDO LA SANITÀ PUBBLICA, DIFENDERE IL NOSTRO SSR”28
“Difendere e salvare quel patrimonio straordinario che è il nostro Servizio sanitario nazionale, ma pure per migliorarlo, cambiarlo e attuarlo dopo la pandemia che ci ha insegnato come nuove e vecchie disuguaglianze sono venute alla luce”. È questa la sfida del Partito Democratico, dichiarata oggi dal palco dell’auditorium Testori di Palazzo Lombardia, in Regione, dalla segretaria Elly Schlein. Il suo intervento è giunto a chiudere la conferenza “L’Italia che si prende cura”, terza tappa del percorso di ascolto che il Partito Democratico sta conducendo nel Paese. Due giorni di incontri, prima di taglio regionale e poi nazionale, con cento ospiti tra esponenti del mondo medico e scientifico, come Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, il microbiologo e senatore Andrea Crisanti, l’ex presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli e lo psicoanalista Massimo Recalcati, e del mondo politico come i presidenti dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale e della Puglia Antonio Decaro, la ex ministra della sanità Rosy Bindi, i componenti della segreteria nazionale dem Marina Sereni, Marco Furfaro, Marta Bonafoni. A fare gli onori di casa, il capogruppo Pd in Regione Pierfrancesco Majorino e la segretaria regionale Silvia Roggiani.
“Sarebbe sbagliato – ha continuato Schlein – dare un’immagine della nostra sanità pubblica che è collassata e che ormai non funziona, perché è la stessa che fa vivere delle eccellenze che ci invidiano nel mondo. Il punto è capire dove stanno quelle iniquità che non sono state in grado di portare verso l’alto anche quei territori che erano rimasti più indietro. Questa è la grande sfida”.
Una sfida che è prima di tutto culturale, perché “la cura per noi è un bene comune, è un diritto e insieme un dovere, non è una responsabilità individuale né familiare, è la più grande responsabilità collettiva di cui uno Stato si deve fare carico”. Proprio per questo, insiste Schlein, “il Pd difenderà la sanità pubblica universalistica dai tagli e dalla privatizzazione che porta avanti la destra che oggi governa il Paese e che sta volutamente smantellando la sanità pubblica senza nemmeno il coraggio di ammetterlo” perché, ricorda, “per smantellare la sanità pubblica non serve cambiare le leggi, basta chiudere i rubinetti delle risorse come questo governo sta facendo, per poi venirci a dire, presto, che il sistema non è più sostenibile economicamente e che quindi bisogna tornare alle assicurazioni. Noi ci opporremo con tutte le nostre forze e non consentiremo di tornare al modello assicurativo”.
E proprio sul rapporto tra sanità pubblica e privata, tema molto caldo in Lombardia, per le politiche portate avanti dalla Regione negli anni, la segretaria Pd attacca con decisione: “la destra ha in mente un sistema in cui il privato e il pubblico sono nella migliore delle ipotesi sullo stesso piano, nella peggiore il pubblico diventa ancillare al privato, noi la pensiamo diversamente: è il pubblico a dover fare le scelte strategiche e a dover programmare i servizi in base ai bisogni della comunità, non il contrario. Non può essere che il privato selezioni le prestazioni più remunerative lasciando al pubblico i servizi più costosi e organizzativamente più complessi, non può reggere così questo modello”.
“In Lombardia sappiamo bene che cosa significa avere una sanità subalterna ai grandi gruppi della sanità privata – aggiunge Pierfrancesco Majorino – ed è quella che costringe tante lombarde e tanti lombardi a pagarsi le cure di tasca propria o addirittura a rinunciare alle cure, e abbiamo visto con le analisi della fondazione Gimbe che questo riguarda ormai un milione di cittadini. E i dati che abbiamo fornito ieri, e che tanto infastidiscono la destra, sono chiari: sei cittadini su dieci bocciano governo e regione sulla sanità, soprattutto perché ritengono che non stiano facendo nulla per ridurre le liste d’attesa, e otto su dieci pensano che lo Stato dovrebbe alzare il finanziamento della sanità, che poi è esattamente quello che il Pd ha proposto in Parlamento, di raggiungere il livello medio dei Paesi OCSE al 7,5% del Pil. Il loro modello è un altro e noi continueremo a batterci per cambiarlo, a partire dalla Lombardia, dove i segni di crisi della sanità sono evidentissimi, e non solo perché lo dicono le statistiche del ministero, sempre più allarmanti, ma perché che lo dicono la frustrazione e la stanchezza dei nostri medici e infermieri, straordinari professionisti messi in difficoltà da un sistema che non sa cambiare.”
Il capogruppo dem fa riferimento ai dati del sondaggio condotto da Youtrend e reso pubblico a inizio conferenza, scaricabile qui: https://drive.google.com/drive/u/3/folders/1vA__Cg6umwcUtwS_spaWXRSdFUzfJVOf
Conclude Silvia Roggiani: «Questi due giorni ci hanno consentito di riflettere sul significato profondo della parola “Cura”. Significa attenzione, responsabilità, premura: qualcosa che si fa con partecipazione autentica e senso del dovere. Voglio ringraziare il Gruppo regionale del Partito Democratico che, per il terzo anno consecutivo, ha organizzato questo appuntamento, rendendo la Lombardia un luogo di confronto serio e continuativo sui temi della salute. Vogliamo occuparci di chi la cura la pratica ogni giorno — medici, infermieri, operatori del terzo settore, volontari — e di chi della cura ha bisogno, di chi affronta momenti difficili o si prende carico di un familiare. Perché nel progressivo smantellamento del sistema sanitario universalistico messo in atto dalla destra, chi lavora nella sanità e chi ne dipende finisce troppo spesso in secondo piano. C’è un governo che tiene più alla propaganda e a un titolo, pur sapendo che dietro quella propaganda la vita delle persone non cambia. E c’è invece una politica che vuole occuparsi della vita quotidiana delle persone, sceglie l’ascolto e costruisce proposte concrete. Il diritto incomprimibile alla cura è l’essenza stessa della libertà: senza salute non c’è possibilità reale di scegliere il proprio futuro. Per questo non vogliamo che il governo ignori la questione sociale ed economica che attraversa il Paese: lavoro, reddito e salute si tengono insieme, come dimostra il senso del percorso del Partito Democratico in Italia, che ha fatto tappa ancora a Milano: mettere al centro i bisogni reali e costruire un’alternativa credibile».
Il sondaggio di Youtrend sulla sanità lombarda
Quasi otto lombardi su dieci (78%) ritengono che la spesa pubblica per la sanità debba essere aumentata, e che vada utilizzata soprattutto per assumere nuovi medici di medicina generale (è una delle priorità per il 47%), medici ospedalieri (45%) e nuovi infermieri (37%). Quasi sei lombardi su dieci, il 57%, ritengono che la sanità lombarda sia peggiorata negli ultimi vent’anni e, nonostante le grandi eccellenze sanitarie della nostra regione e la qualità dei nostri professionisti, il 52% ne ha nel complesso, purtroppo, un giudizio negativo. Pesa soprattutto il tema dei tempi di attesa: responsabilità della Regione per la maggioranza dei cittadini.
Lo dicono i dati di un sondaggio commissionato dal gruppo regionale lombardo del Pd alla società di sondaggi Youtrend che, nella settimana tra il 16 e il 23 febbraio, ha intervistato 1.209 cittadine e cittadini lombardi maggiorenni, distribuiti su tutto il territorio.
Il giudizio generale dei lombardi sulla sanità regionale è prevalentemente, seppure di poco, negativo (52%). A fare la differenza sono i giudizi meno sfumati: i pareri molto negativi sono l’11%, solo il 5% quelli molto positivi. Ma è la tendenza a dare un’indicazione più chiara: il 45% dei lombardi ritiene che negli ultimi vent’anni sia peggiorata e un ulteriore 12% che sia molto peggiorata (totale “peggiorata” + “molto peggiorata” 57%), mentre solo il 19% ritiene che sia migliorata e il 2% molto migliorata (totale 21%). È rilevante che in una regione che sia per le elezioni nazionali che per le regionali ha votato a destra nelle ultime tornate, la maggioranza dei cittadini dia un giudizio negativo sulla gestione della sanità negli ultimi due anni tanto al Governo quanto alla Regione: il 63% giudica negativo l’operato del Governo (di cui il 22% “molto negativo”) e solo il 31% positivo; il 58% giudica negativo l’operato della Regione, solo il 37% positivo.
Il problema più sentito è quello delle liste d’attesa per visite, esami diagnostici e operazioni chirurgiche: lo è per l’85% dei lombardi, per il 61% è in cima alla lista dei problemi più rilevanti, ma anche tra chi non lo indica come principale, per una persona su quattro (24%) è un tema da affrontare. Segue la carenza di medici, personale sanitario e infermieri, che per il 13% è il primo problema, per un ulteriore 29% è uno dei problemi che indeboliscono la sanità.
Le responsabilità delle disfunzioni della sanità lombarda, analizzate problema per problema, sono attribuite per la maggioranza alla Regione, tranne che per la carenza di medici e personale sanitario. Il 57% imputa alla Regione le lunghe liste d’attesa, il 58% il peso eccessivo della sanità privata, il 65% la modalità di prenotazione troppo complessa e anche l’eccessiva distanza da ospedali e presidi sanitari. La carenza di medici, invece, è responsabilità del governo per il 54% e per il 37% della Regione.
L’azione del governo e della Regione per contrastare le liste d’attesa è bocciata dalla maggioranza dei cittadini: inefficace per il 55% quanto fatto dalla Regione, per il 57% l’operato del Governo. Anche sui provvedimenti per aumentare la disponibilità dei medici di medicina generale, il 53% boccia l’azione delle due istituzioni. Le assunzioni di nuovo personale sono una delle azioni prioritarie per i lombardi, mentre un quarto ritiene anche che vadano aumentate le retribuzioni tanto dei medici quanto degli infermieri. Il giudizio largamente maggioritario è che vada aumentata la spesa sanitaria.
Qui è possibile scaricare foto: https://drive.google.com/drive/u/3/folders/1vA__Cg6umwcUtwS_spaWXRSdFUzfJVOf
Milano, 28 febbraio 2026

