Skip to main content

Roberta Vallacchi sulla risoluzione approvata dall’aula riguardante la  figura dell’educatore nelle Rsa

VALLACCHI (PD): “OK ALLA RISOLUZIONE CHE VUOLE DARE UN NUOVO RUOLO A CHI MIGLIORA LA VITA DEGLI ANZIANI OSPITI”

Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato, all’unanimità, la risoluzione sulla ‘Valorizzazione della figura dell’educatore nelle Rsa’. “Il punto fondamentale di questo atto è che nasce dall’ascolto di educatori professionali, direttori di Rsa e rappresentanti delle loro organizzazioni, a partire da Uneba, l’Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale, e tiene conto del contesto nel quale ci troviamo”, ha spiegato in discussione Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Pd, che ha fatto parte del gruppo di lavoro, dentro la IX Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia, che ha provveduto alla stesura della risoluzione.

“Facendo riferimento agli ultimi dati Istat sul censimento della popolazione, in Lombardia, nell’anno 2023, risulta che si registra un nuovo minimo storico delle nascite, con una riduzione di oltre un quinto rispetto agli 85mila nati di inizio millennio. I nati nel 2023 sono stati infatti 65.659, cioè 1.823 in meno rispetto al 2022. L’età media, quindi, risulta in leggera crescita sul 2022 con 46,2 anni, contro i 46,6 della media nazionale. Aumenta l’indice di vecchiaia, che indica il numero di anziani a partire dai 65 anni per ogni 100 giovani con età compresa tra 0 e 14 anni, che passa da 182,0 del 2022 a 188,1 del 2023. Significa che ci sono circa 188 persone anziane per ogni 100 bambini e ragazzi”, ha fatta sapere la dem.

 

“Crescono, di conseguenza, anche le Rsa: in Lombardia ce ne sono più di 700 e nonostante un progressivo aumento delle strutture e dei posti letto autorizzati, si registra anche un aumento delle liste d’attesa. Ma chi entra in Rsa? Dai dati pubblicati da Uneba per il biennio 2023-2024, risulta che l’età media degli ingressi corrisponde a 84,5 anni e aumentano le persone non autosufficienti, che rappresentano il 77% degli ospiti. Il 49% degli ospiti ha disturbi cognitivi. In questo contesto, l’educatore professionale sociosanitario riveste un ruolo cruciale nel promuovere il benessere globale dell’ospite, intervenendo sull’aspetto psico-sociale della cura considerando la persona nella sua interezza e migliorando la qualità della vita dell’anziano”, ha aggiunto Vallacchi.

 

“L’educatore opera per stimolare le capacità residue, favorendo l’autonomia personale e sociale, per contrastare l’isolamento sociale, mediante attività che favoriscono la comunicazione e la partecipazione, per valorizzare la storia personale e l’identità dell’ospite, attraverso interventi di reminiscenza e narrazione, per favorire la continuità esistenziale, mantenendo il più possibile abitudini, gusti e interessi dell’anziano. Inoltre, l’efficacia dell’intervento educativo è strettamente legata alla collaborazione interprofessionale: l’educatore lavora in sinergia con Oss, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali e psicologi, contribuendo così a una presa in carico complessiva dell’ospite. Questa figura rappresenta, quindi, un pilastro fondamentale per la cura della persona anziana, contribuendo alla costruzione di un ambiente relazionale ricco, stimolante e rispettoso della dignità individuale. Per questo una maggiore valorizzazione e integrazione del suo ruolo nelle strutture residenziali rappresenta un investimento strategico per l’intero sistema sociosanitario”, ha sottolineato la consigliera Pd.

 

“In questo momento, però, si rileva una scarsità di educatori professionali sociosanitari causata da stipendi bassi, contratti precari, mancanza di interventi specifici per trattenere i professionisti e, per contro, una crescente domanda legata a situazioni di fragilità. Anche la mancanza di riconoscimento dell’importanza di questa figura in molte Rsa che hanno necessità di crescere dal punto di vista culturale e innovativo, non favorisce la scelta della professione, determinando una bassa iscrizione ai corsi universitari specifici. La risoluzione è quindi un punto d’inizio per provare a rispondere a questi problemi con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita della persona anziana in Rsa”, ha concluso Vallacchi.

 

I punti sui quali il consiglio dovrà lavorare sono le campagne di sensibilizzazione e orientamento professionale verso corsi di laurea dedicati, a partire dalle scuole secondarie; l’istituzione di un tavolo tecnico fortemente voluto dagli operatori, che potrà indirizzare le politiche regionali in collaborazione con la commissione preposta; la messa a punto di forme di premialità da riconoscere alle Rsa che avviano progettualità specifiche avvalendosi della figura dell’educatore professionale; l’inserimento nel percorso formativo per Asa e Oss di un docente educatore professionale per migliorare anche in queste figure l’approccio verso il paziente.

 

Milano, 11 novembre 2025

 

PD Regione Lombardia