Davide casati, Jacopo Scandella, Matilde Tura ed Erik Molteni sui nuovi data center a Treviglio
DATA CENTER: TREVIGLIO APPROVA NUOVI INSEDIAMENTI SU 80MILA METRI QUADRATI DI SUOLO AGRICOLO
CRITICI CASATI, SCANDELLA, TURA E MOLTENI (PD): “SCELTA SBAGLIATA, È EVIDENTE CHE LA NUOVA LEGGE REGIONALE NON FRENA IL CONSUMO DI TERRITORIO”
Ottantamila metri quadrati di suolo vergine, identificato come agricolo di pregio, saranno cementificati per realizzare, sulla gran parte della superficie, dei data center. Lo ha deciso l’amministrazione comunale di Treviglio, approvando martedì in Consiglio comunale un masterplan relativo alla “Mezzaluna”, una vasta area posta a sud della città, compresa tra la linea ferroviaria e la Brebemi. Da notare che Treviglio ha potuto “beneficiare” di una deroga alla legge regionale sul consumo di suolo per realizzare in quest’area interventi di interesse sovra-comunale, coerenti col ruolo di città “epicentro”.
“La decisione contraddice il Piano di governo del territorio approvato solo due anni fa – spiega la capogruppo del Pd in Comune Matilde Tura – e suona come una beffa rispetto alla legge regionale per la regolamentazione dei data center, approvata appena un mese fa in Consiglio regionale, secondo cui sono da preferire le aree dismesse rispetto al suolo vergine. Allora vediamo nel merito cosa prevede questo Masterplan – prosegue Tura -. Oltre la metà della superficie edificata – il 56% – sarà destinata a Data Center, che sorgeranno su 80 mila metri quadrati di suolo vergine, ma non solo. Il PGT approvato meno di due anni fa classifica esattamente quelle aree come quelle a maggiore valore produttivo agricolo. Quindi prima si riconosce che quel suolo è tra i più preziosi, poi si decide di costruirci sopra dei data center. Una contraddizione evidente”.
“Sono passate poche settimane da quando abbiamo sentito i partiti di centrodestra in Regione dire che la nuova legge regionale sui data center avrebbe tutelato il territorio, soprattutto il suolo agricolo, e questi sono i primi risultati, che tutti possono valutare – dichiarano Casati e Scandella -. Nella legge non ci sono vincoli, ma solo disincentivi economici, che di fronte a investimenti milionari delle grandi big tech non sono certo un ostacolo. Lo avevamo denunciato subito e purtroppo avevamo visto giusto. Il nostro territorio ha subito le ondate dei grandi centri commerciali, poi delle logistiche, ora è la volta dei data center che sono il grande affare del momento. Noi chiedevamo norme più rigide per costringere al riutilizzo delle tante aree dismesse, ma a destra è prevalsa la stessa linea di sempre, disinteressata alla tutela del suolo agricolo. Intanto le stesse forze politiche, a Treviglio, approvano progetti come quello della Mezzaluna”.
Il consigliere comunale del Pd trevigliese Erik Molteni aggiunge: “dire sì allo sviluppo non significa dire sì a qualsiasi progetto. Il futuro di Treviglio passa dall’innovazione, ma anche dal rispetto del territorio e da una pianificazione coerente, sostenibile e lungimirante”.
“I data center saranno uno dei principali asset di investimento, soprattutto in Lombardia – conclude Tura – motivo per cui serve una strategia, non sulla carta, che renda questo fenomeno un’occasione di rigenerazione urbana e di recupero del patrimonio edilizio esistente. Scelte diverse non sono sostenibili, né dal punto di vista urbanistico né da quello ambientale”.
Milano, 1° luglio 2026

