Matteo Piloni interviene in merito alla possibile realizzazione di un centro dati a Pozzaglio.
DATA CENTER A POZZAGLIO, PILONI (PD): “NON SI SACRIFICHI ALTRO SUOLO AGRICOLO”
“Un data center a Pozzaglio? No, se questo significa utilizzare oltre 200mila metri quadrati di suolo agricolo. Il problema non sono i data center in sé, perché parliamo di infrastrutture necessarie per lo sviluppo digitale del Paese. Il punto è che serve un serio governo del territorio, che non può consentire la realizzazione di queste infrastrutture ovunque, soprattutto in una provincia come la nostra, a forte vocazione agricola e già interessata da un elevato consumo di suolo”. Così il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni interviene in merito alla possibile realizzazione di un centro dati a Pozzaglio.
“Lo scorso maggio il Consiglio regionale ha approvato una legge per disciplinare l’insediamento dei data center – ricorda Piloni -. Nel corso del confronto che ha portato all’approvazione della norma ho insistito affinché fosse chiaro un principio: queste strutture devono essere indirizzate prioritariamente nelle aree dismesse, recuperando spazi già compromessi anziché consumare nuovo territorio”.
“Nel caso di Pozzaglio – sottolinea il consigliere dem – una parte dell’intervento, circa 86mila metri quadrati, interessa le aree degli ex stabilimenti produttivi Vivi Bikes e Silago, ma le criticità riguardano i restanti 200mila metri quadrati che sono previsti su aree agricole”.
“È proprio su questo che occorre mantenere una linea chiara – aggiunge -. Queste strutture vanno programmate e localizzate privilegiando il recupero delle aree industriali abbandonate, che anche nel nostro territorio non mancano”.
“Dato che la Lombardia è stata la prima regione a dotarsi di una legge per governare questi insediamenti, chiedo ai sindaci e alla politica cremonese tutta di attuare il principio stesso della legge: data center solo in aree dismesse” conclude Piloni.
Milano, 14 luglio 2026


