Davide Casati e Pierfrancesco Majorino, dopo la bocciatura di una mozione sulla riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti
ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI, MAJORINO E CASATI (PD): “UN’OCCASIONE MANCATA DI ASCOLTO. LA RIFORMA SULLA NON AUTOSUFFICIENZA RISCHIA DI RESTARE SULLA CARTA”
Non è stata approvata oggi pomeriggio in aula consiliare la mozione del gruppo regionale del Partito Democratico sulla riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, che chiedeva alla Regione di farsi portavoce presso il Governo delle istanze provenienti dal mondo del sociale e dagli enti del territorio per dare piena e concreta attuazione alla legge 33 del 2023, la legge delega che mira a riformare strutturalmente le politiche per le persone anziane non autosufficienti.
“Questa mozione nasceva direttamente dal territorio e ne abbiamo recepito integralmente i contenuti – spiega il consigliere proponente Davide Casati –. Ci sembrava doveroso portarla in Aula, anche alla luce delle prese di posizione del ‘Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza’ e di un mondo larghissimo del sociale che sta manifestando una preoccupazione reale: i decreti attuativi rischiano infatti di svuotare lo spirito riformatore della legge”.
“È vero – prosegue Casati – che oggi ci sono più risorse anche grazie al PNRR, ma se non si cambia alla radice il sistema si rischia di spenderle male. A inizio legislatura avevamo ottenuto, dopo un confronto anche aspro, impegni condivisi e mozioni approvate all’unanimità. Oggi spiace che questa proposta non sia stata approvata, ma i problemi restano sul tavolo perché non sono preoccupazioni inventate: sono questioni concrete che riguardano migliaia di famiglie”.
Sulla bocciatura interviene anche il capogruppo PD Pierfrancesco Majorino: “Questa mozione non era una bandiera di parte, ma la richiesta di passare finalmente dai principi ai fatti, dando piena attuazione alla riforma prevista dalla legge 33. La chiusura della maggioranza è incomprensibile di fronte a un allarme che arriva dal mondo della cooperazione, dei sindacati, delle Rsa e dei Comuni”.
“Serve – concludono Majorino e Casati – un progetto unitario che superi la frammentazione dei servizi e accompagni davvero le persone anziane e le famiglie. Il punto centrale resta garantire concretamente LEA e LEP alle fasce più fragili di tutti i territori e investire sull’innovazione dei servizi: residenzialità leggera, centri diurni, assistenza domiciliare, risposta alle demenze. È il momento di assumersi la responsabilità delle scelte”.
Milano, 20 gennaio 2026

