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Carmela Rozza,  firmataria di una mozione bocciata ieri sera in aula dalla destra,  che chiedeva alla giunta   di   garantire loro un piano di trasferimenti condiviso.

Aler-Rozza (Pd): “Negli stabili in ristrutturazione di via Lulli e via Porpora   si trasferiscono   gli inquilini altrove mentre a pochi metri ci sono alloggi vuoti”

 

“Negli stabili Aler in ristrutturazione di via Lulli 30/30bis e via Porpora  43/47, a Milano, si trasferiscono  gli inquilini altrove, mentre a pochi metri ci sono alloggi vuoti”. A denunciarlo è la consigliera regionale del Pd Carmela Rozza,  firmataria di una mozione bocciata ieri sera in aula dalla destra,  che chiedeva alla giunta   di   garantire loro un piano di trasferimenti condiviso.

“Negli stabili di via Lulli e via Porpora- sottolinea   Rozza- vivono 160 famiglie, in gran parte anziani,  tutti in regola con il pagamento del canone, che dovranno lasciare le loro case per la ristrutturazione. Abbiamo chiesto alla giunta di garantire che i trasferimenti siano organizzati   con i sindacati, in accordo con le famiglie, ascoltando le loro esigenze,  che sia loro garantito di poter tornare, se lo desiderano, nelle loro case   al termine dei lavori, e che le spese dei traslochi, sia in uscita che in entrata, siano  a carico di Aler. L’assessore   Paolo Franco   ha dato rassicurazioni verbali, ma, con  tutta la maggioranza di centro destra,  si è rifiutato di  mettere nero su bianco  gli impegni”.

“In realtà- attacca Rozza-    non c’è ancora alcun accordo con i sindacati, mentre c’è una grande preoccupazione fra le famiglie.  Aler sta incontrando  gli inquilini ad uno ad uno, comunicando loro  che  non ci sono alloggi nei paraggi e che quindi dovranno essere trasferiti  altrove, non si sa ancora  dove.  Una posizione   difficile da accettare se si pensa che a pochi metri dagli stabili in ristrutturazione ci sono alloggi vuoti che potrebbero   essere destinati agli inquilini da trasferire. Aler però non ha pensato di rendere disponibili gli alloggi vuoti, ma li ha destinati alla valorizzazione, nel silenzio della Regione che, ancora una volta, lascia soli i cittadini   che più dovrebbe sostenere”.

Milano, 6 maggio 2026

PD Regione Lombardia