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REGIONE, COMMISSIONE ATTIVITÀ PRODUTTIVE SALTA DOPO COMUNICATO INOPPORTUNO DELL’ASSESSORE

Si discuteva la riforma dei centri per l’impiego

Astuti (PD): abbiamo reagito a un atto di arroganza e la maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale

La commissione regionale Attività produttive ha sospeso i lavori di approvazione della riforma del mercato del lavoro per mancanza di numero legale dopo che i consiglieri del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno abbandonato l’aula per protesta. A innescare la rabbia delle opposizioni, in una seduta fino a quel momento portata avanti in modo ordinato, è stata la lettura di una nota di Lombardia Notizie, l’agenzia di stampa della Giunta regionale, uscita due minuti prima dell’inizio della seduta annunciando l’avvenuta approvazione del provvedimento da parte della commissione stessa. A scoprire il fatto increscioso è stato il consigliere democratico Samuele Astuti, che ha subito protestato con la presidenza e annunciato l’abbandono dei lavori da parte del suo gruppo.

Il presidente della commissione Gianmarco Senna ha quindi sospeso i lavori e riunito l’ufficio di presidenza. Dopo una manciata di minuti, alla ripresa dei lavori, il presidente ha constatato la mancanza del numero legale, dovuta ad assenze nella maggioranza, e ha riconvocato la commissione per domani, venerdì, alle ore 18.

“La Giunta ha commesso un grave atto di arroganza – dichiara Astuti – anche perché la commissione era riunita per modificare il progetto di legge in base a quanto emerso dalle audizioni con gli enti, i sindacati e le agenzie interessate. Noi abbiamo accettato di lavorare in tempi strettissimi per approvare questo progetto di legge e abbiamo garantito il numero legale in commissione, nonostante avessimo molti e importanti rilievi sul testo, perché la maggioranza, evidentemente, era meno interessata di approvare una legge a cui l’assessore, invece, teneva molto. Si parlava, peraltro, di lavoro, un tema di cui tutti si riempiono la bocca in campagna elettorale ma che, per qualcuno, diventa meno importante quando ci si siede in Consiglio. Non potevamo certamente lasciar passare una scorrettezza del genere.”

Milano, 14 giugno 2018


PD Regione Lombardia