Marco Carra sulla realizzazione di campi di fotovoltaico e agrivoltaico a Ceresara
MAXI AGRIVOLTAICO A CERESARA, CARRA (PD): “SERVE UNA MOBILITAZIONE COLLETTIVA PER CAMBIARE LE LEGGI DELLA DESTRA CHE CONSENTONO QUESTI SCEMPI”
“Tutto questo accade perché la destra lo consente. C’è una responsabilità di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia che a parole dicono di tutelare l’agricoltura, mentre i fatti dimostrano e confermano il contrario.
Il mega impianto di agrivoltaico, l’ultimo della serie proposto in provincia di Mantova, a Caresara, ne è la dimostrazione e solo con una mobilitazione generale si può cambiare la Legge per cui questa devastazione del terreno agricolo diventa possibile. Per questo rivolgo un appello al mondo agricolo, alle associazioni di categoria, alle istituzioni. Insieme dobbiamo cercare di modificare le Leggi attuali, in particolare quella regionale, a cui ho espresso convintamente voto contrario, la quale, trascinandosi la norma nazionale, consente l’utilizzo per campi di fotovoltaico dello 0,8% della Superficie Agricola Utile e quindi per circa 8000 ettari di suolo agricolo che si aggiungono ai 5000 ettari che sono già stati utilizzati”.
Marco Carra, consigliere regionale Pd, non ha dubbi sulle responsabilità e sul perché il suolo agricolo non sia tutelato, tanto che in regione Lombardia ha votato convintamente contro il Progetto di Legge (diventato Legge) sulle aree idonee per la realizzazione di campi di fotovoltaico e agrivoltaico presentato dalla Giunta regionale, arrivato in Aula un mese fa. Oggi torna sul tema alla luce della possibile realizzazione di un maxi-impianto di agrivoltaico a Caresara.
“Ringrazio le associazioni di categoria per aver preso una posizione netta e aver espresso parere negativo su questo ennesimo tentativo di scempio del territorio e di consumo di suolo agricolo utile – conclude Carra – ma esprimere contrarietà può non bastare più. Serve una forte mobilitazione da parte del mondo agricolo insieme ai comitati ed Amministrazioni Comunali per indurre questa pessima destra a smetterla di colpire l’agricoltura nel suo bene più prezioso, cioè il terreno.”
Milano, 24 giugno 2026

