Angelo Orsenigo. Samuele Astuti e Alessandro Alfieri, dopo aver letto il comunicato stampa del Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino sui risultati della perizia giuridica sulla tassa della salute dei frontalieri
ALFIERI, ASTUTI E ORSENIGO (PD): “IL CANTON TICINO CONFERMA: QUELLA SULLA SALUTE È UNA TASSA E VIOLA GLI ACCORDI. RISTORNI A RISCHIO”
“Abbiamo sempre sostenuto che il prelievo fiscale riferito alla sanità dalle tasche dei vecchi frontalieri si configura come una vera e propria tassa. E abbiamo aggiunto che così mettiamo a rischio la tenuta dei ristorni. Ma non siamo stati ascoltati, né a Roma, né a Milano. Ora le conseguenze stanno arrivando come uno tsunami. Non ci resta che chiedere a Governo e Regione di fermarsi, altrimenti la situazione diventerà ingestibile”, lo dicono i dem Angelo Orsenigo e Samuele Astuti, consiglieri regionali, insieme al senatore Alessandro Alfieri, dopo aver letto il comunicato stampa del Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino sui risultati della perizia giuridica sulla ‘tassa della salute’ pubblicato stamani (https://www4.ti.ch/tich/area-media/comunicati/dettaglio-comunicato?NEWS_ID=259704&cHash=44b59a2b6c4e1db3fdf52b8c5628a6c1#).
“Nel testo si scrive chiaramente che il provvedimento è a tutti gli effetti un’imposta e che lo stesso Consiglio di Stato ha ravvisato una potenziale violazione del nuovo Accordo sull’imposizione dei frontalieri, che prevede che soltanto in Svizzera si possano percepire imposte sul lavoro dipendente dei vecchi frontalieri. La situazione è stata fatta analizzare anche da un docente ordinario della cattedra di diritto tributario all’Università di Friborgo, che ha confermato tutto: si tratta di una tassa che l’Italia intende prelevare e per questo stesso motivo viola gli accordi. E adesso Svizzera e Cantone Ticino decideranno cosa fare in merito ai ristorni”, riassume il dem.
“Qui i rischi sono due: che saltino i ristorni, mettendo seriamente a rischio i bilanci di decine di nostri piccoli e medi comuni di frontiera, governati da Giunte di sinistra e di destra. Oppure che salti l’intero accordo e qui non vogliamo neanche immaginare gli scenari che si apriranno. Invitiamo pertanto il Ministro Giorgetti e il presidente Fontana a valutare attentamente se continuare su questa china o abbandonare la strada, sbagliata, dannosa, intrapresa”, conclude Orsenigo.
Milano, 3 giugno 2026
