Skip to main content

Carmela Rozza e Pierfrancesco Majorino annunciano una proposta di legge durante il convegno al Pirellone

 

Nuova disciplina dell’abitare in Lombardia

Rozza e Majorino(Pd): un’alleanza tra pubblico, privato sociale e privato per il mercato calmierato

 

In Lombardia è emergenza abitativa.  Lavoratrici e lavoratori, quali operatori della sanità, dei trasporti e della scuola, non riescono più a accedere al mercato libero per l’aumento dei canoni, la diffusione degli affitti brevi e il rialzo del valore del mattone. Dopo la dismissione, nei primi anni 2000, del patrimonio di enti previdenziali,  banche e assicurazioni, che affittavano case   prima a equo canone e poi con i patti in deroga, non c’è più un mercato dell’affitto sostenibile per chi percepisce stipendi medi   e questo fa si che da Milano, che resta come sempre una città attrattiva   per il lavoro, si fugge per il caro casa.

Queste le premesse che hanno portato la consigliera regionale del Pd Carmela Rozza a elaborare una proposta di legge regionale sull’abitare in Lombardia.

“Si tratta – afferma Rozza- di un documento quadro, che   non ha   la pretesa di essere   esaustivo, ma aperto ai contributi   di   quanti   operano sul mercato dell’abitare.  Con loro apriremo   a breve un gruppo di lavoro per arrivare a un testo di legge il più condiviso possibile.  Unico obiettivo chiaro e    imprescindibile: la costruzione di un mercato   calmierato degli alloggi, con affitti   tra i 70 e i 100 euro al metro quadrato, che riteniamo   indispensabile   a garantire una casa ai tanti lavoratori che per reddito non possono sostenere nè un acquisto né un canone di mercato. E’ dovere di chi   amministra adoperarsi per garantire loro   il diritto all’abitare, elemento essenziale per la coesione sociale della società”.

Per la costruzione di un mercato calmierato  è necessaria un’ alleanza tra pubblico, privato sociale e privato   e lo strumento per realizzarlo   è l’ edilizia residenziale sociale (Ers) che già prevede l’Iva al 10% e non è soggetta a Imu.

Tra le proposte una premialità   di volumetrie per i nuovi progetti realizzati da privati che prevedono   alloggi Ers.

Per gli affitti a lunga durata e per gli affitti temporanei, come per la ristrutturazione degli alloggi, si prevede che  i Comuni possono stipulare accordi con sindacati e datori di lavoro che implichino   la domiciliazione del canone o della rata di ristrutturazione presso il datore di lavoro che   poi storna la spesa dallo stipendio  del dipendente.

I Comuni devono considerare l’Ers uno standard urbanistico. Quindi i Pgt devono prevedere insediamenti come standard, al pari delle scuole e delle strutture   socio-sanitarie. In   tutti gli accordi di programma   di rigenerazione urbana   deve essere presente l’edilizia residenziale sociale.

 

“Le istituzioni- sottolinea ancora Rozza- hanno il dovere di garantire la casa a chi è indigente e   questo deve essere a   totale carico del pubblico”

 

“Ci vuole uno scatto a più livelli- conclude il capogruppo del Pd   in consiglio regionale e responsabile nazionale casa Pierfrancesco Majorino– e a più responsabilità da chiamare in causa. È importante che ci sia una disponibilità più aperta nel mettere a confronto idee e strategie, almeno per suscitare il dibattito e una rivisitazione della norma, perché la Regione è completamente coinvolta in questo processo e ci auguriamo ci ascolti e voglia collaborare. La nostra proposta guarda alla necessità di una parte della popolazione che è particolarmente spiazzata perché non riesce ad accedere all’edilizia residenziale pubblica e non è in grado di affrontare il mercato. Le istituzioni di fronte al tema casa non possono lasciare soli i cittadini, serve un salto di qualità”.

 

 

Milano, 13 marzo 2026

 

PD Regione Lombardia