Miriam Cominelli dopo la bocciatura della sua mozione che chiedeva risorse da destinare agli enti locali per attivare, in via sperimentale, servizi extrascolastici tra fine agosto e l’avvio della scuola, sul modello   di quanto fatto dall’Emilia Romagna

Scuola, Cominelli (Pd): “La   destra   dice no all’ampliamento dei servizi extrascolastici tra fine agosto e l’avvio delle lezioni”

 

Risorse da destinare agli enti locali per attivare, in via sperimentale, servizi extrascolastici tra fine agosto e l’avvio della scuola, sul modello   di quanto fatto dall’Emilia Romagna. Questo quanto chiedeva una mozione, presentata dalla consigliera regionale del Pd Miriam Cominelli,   discussa ieri in aula e bocciata dalla maggioranza di destra.

”La giunta- afferma Cominelli- ha respinto la nostra proposta,  affermando che in Lombardia sono già attive  e iniziative a sostegno delle famiglie nel periodo delle vacanze scolastiche e, a suo avviso,   sono già sufficienti.  In realtà il bisogno di   questi servizi in Lombardia è enorme e    quelli già attivi   sono ben lontani dal coprirlo. I servizi offerti sono   disomogenei, diversi a seconda dei territori  e  non strutturali. Noi abbiamo proposto, sul modello   dell’ Emilia  Romagna, di avviare, almeno in via sperimentale, un unico intervento, da concordare con gli enti locali,  più adatto a rispondere alle esigenze delle famiglie, ma   abbiamo ricevuto un secco no. La destra rifiuta di mettersi in discussione e di ammettere che quanto fa non basta. E a farne le spese sono le famiglie, che pagano un costo,  sia economico che umano, altissimo. Basti pensare che una baby sitter per 15 giorni   costa mille euro e che   i bambini perdono   opportunità essenziali per la crescita, soprattutto   quelli di famiglie più modeste   che   proprio nella scuola devono trovare la possibilità di superare   le diseguaglianze. Il calendario scolastico attuale   è datato. Era pensato per una società in cui le  madri lavoravano molto meno di oggi, la mobilità era minore e le famiglie potevano   contare su reti famigliari e di comunità. Oggi   non è più così e   la politica si deve far carico di dare risposte alle nuove esigenze”.

 

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Milano, 16 settembre 2026

PD Regione Lombardia