Miriam Cominelli dopo il consiglio straordinario sulla sanità richiesto dalle opposizioni
Sanità, Cominelli (Pd): Riorganizzare il sistema per tornare a garantire il diritto alla salute dei lombardi
Riorganizzare il sistema sanitario per tornare a garantire il diritto alla salute dei lombardi. A dirlo oggi in aula è stata la consigliera regionale del Pd Miriam Cominelli, nel corso del consiglio straordinario sulla sanità voluto da Pd, Alleanza verdi e sinistra, Movimento cinque stelle, Patto civico e Italia viva, consiglio in cui è stato presentato un ordine del giorno firmato da tutte le opposizioni in cui si chiedeva di cambiare modello di sistema per ridurre le diseguaglianze di accesso alle cure. Il documento è stato bocciato dalla destra, arroccata ancora una volta su posizioni di difesa di un sistema la cui crisi è certificata.
“Il diritto alla salute- attacca Cominelli- sancito dall’articolo 32 della Costituzione è ormai in discussione. La Fondazione Gimbe ha posto la Lombardia tra le otto Regioni italiane che peggiorano rispetto all’anno precedente per il diritto alle cure, perdendo 14 punti in un solo anno. I dati sono confermati dalla vita quotidiana delle persone. A Brescia a quattro ricette su 10 non segue una visita nel Servizio sanitario nazionale. 128 mila cittadini bresciani rinunciano alle cure, perché non riescono ad accedervi nei tempi adeguati o non possono permettersi il privato. I medici di medicina generale sono ostacolati da sistemi informatici inadeguati. A questo si somma l’emergenza del personale sanitario. Secondo il dossier della UIL Lombardia del 2023, basato su dati della Ragioneria dello Stato e di Agenas, entro il 2038 la Lombardia rischia di perdere oltre 34 mila operatori: quasi 10 mila infermieri, 4.600 medici, oltre 4 mila OSS. Ma la situazione è critica già oggi. Abbiamo 3,8 infermieri ogni mille abitanti, contro una media nazionale di 4,6 e una media europea di 8,26. Per arrivare allo standard italiano ne mancano almeno 7.800. Per avvicinarci a quello europeo, oltre 44 mila. Questo mentre quasi il 40% dei tecnici della prevenzione andrà in pensione nei prossimi anni”.
“A tutto questo- attacca ancora Cominelli- si aggiunge il fallimento della programmazione. I bandi per i corsi universitari per infermieri non coprono neppure tutte le posizioni perché la professione è poco attrattiva: turni massacranti, stipendi insufficienti, scarse prospettive di crescita. Ma non solo. Regione Lombardia si ostina a mantenere un modello di sanità ospedalocentrico. Da anni annuncia un potenziamento della medicina di territorio che però non ha costruito neppure con i fondi che l’Europa ha messo a disposizione, mentre sposta risorse sul privato impoverendo sempre più il pubblico”.
“Le diseguaglianze tra chi può pagare e chi no aumentano- attacca ancora Cominelli- e per questo serve un cambio di paradigma: un piano straordinario di assunzioni per medici, infermieri, OSS e tecnici della prevenzione, investimenti nella sanità territoriale, nelle Case di comunità, nella medicina di prossimità. Serve una programmazione seria del personale, che guardi ai prossimi 10–15 anni, ma serve soprattutto una scelta politica chiara: rafforzare il pubblico, non usarlo come ammortizzatore del privato. C’è poi una scelta politica che riteniamo sbagliata e che va affrontata senza ambiguità: la progressiva istituzionalizzazione di una sanità a due velocità. L’estensione dell’intramoenia allargata e le convenzioni con fondi e assicurazioni sanitarie stanno creando un secondo canale di accesso alle cure, parallelo a quello pubblico. Un canale riservato a chi può permetterselo”.
“Un altro nodo cruciale- conclude Cominelli- è la governance del sistema sanitario regionale. La frammentazione attuale non funziona. Nel nostro ordine del giorno ne proponiamo una riforma, con il rafforzamento del ruolo dei Distretti, dei Comuni e delle Conferenze dei sindaci, criteri trasparenti nella nomina dei direttori generali e un’Agenzia regionale per il governo della sanità che garantisca programmazione, controllo e qualità”.
Milano, 10 febbraio 2026

