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Un progetto di legge per prevenire e contrastare le aggressioni e gli atti di violenza verso il personale ospedaliero: è la proposta che il Gruppo regionale del Pd, prima firmataria e proponente la consigliera Carmela Rozza e sottoscritta anche dal collega Angelo Orsenigo, ha presentato in anteprima, questo pomeriggio, a Como, nella sede del partito, trattando nel dettaglio il tema della sanità lariana.

“L’Asst Lariana è tra quelle che ha fatto il lavoro migliore, finora, tra le aziende regionali, perché ha stabilito regole e linee guida ben precise, ma negli ultimi anni sono indubbiamente aumentati gli episodi di violenza nei confronti degli operatori sanitari. E va posto un freno”, hanno detto Rozza e Orsenigo.

“Lo raccontano le cronache: questi episodi, oltre a mettere a rischio l’incolumità fisica e psichica degli operatori, creano un clima di insicurezza e provocano nei lavoratori stress e disturbi psicologici – ha detto ancora la consigliera dem –. Per questo è importante intervenire, prima di tutto per monitorare la situazione e poi per mettere in atto una serie di iniziative tese e prevenire, scoraggiare e contrastare i possibili atti di violenza”.

I motivi di questa escalation? “Indubbiamente un cambiamento di atteggiamento culturale nei confronti del personale sanitario, ritenuto responsabile di attese, ritardi e qualsiasi disservizio, e soprattutto le condizioni di sovraffollamento e di attesa di alcuni reparti, in modo particolare i pronto soccorso – ha detto Rozza –. Dal settembre scorso, abbiamo chiesto di sapere in quali e quante strutture del servizio sanitario regionale sono presenti postazioni fisse sulle 24 ore delle forze dell’ordine e una statistica degli episodi di aggressione sul personale sanitario. Nell’80 per cento dei casi a essere colpiti sono gli infermieri, negli altri medici e operatori”.

Dai dati forniti dalle Asst lombarde emerge chiaramente anche quali siano gli ambiti in cui sono concentrate le aggressioni: a fronte di una dato regionale totale di 5850, i più colpiti sono i posti di pronto soccorso (1.447 casi dal 2016 al primo semestre 2019) e i reparti di psichiatria (964 episodi).

“I dati sono in crescita perché nel tempo è aumentata l’attenzione e le strutture sanitarie hanno iniziato a raccoglierli. Ma anche in questo monitoraggio abbiamo notato difformità, alcuni ospedali, come il Policlinico, sono stati molto scrupolosi e precisi, altri, come il Niguarda, più sbrigativi. Quindi, dove risultano più casi, ad esempio al Sant’Anna di Como, non significa necessariamente che vi sia la situazione peggiore, ma semplicemente che il conteggio è stato più accurato”.

Orsenigo ha spiegato, poi, nel dettaglio, come si sta muovendo a livello di consiglio regionale per la sanità comasca e ha annunciato di aver appena depositato un’interrogazione all’assessore regionale al Welfare Gallera. In particolare, il consigliere Pd si sta da tempo occupando della questione del parcheggio del Sant’Anna: “Utenti e dipendenti si lamentano perché il parcheggio presenta evidenti vizi e sottopone tutti a grandi disagi. Proprio ora, con il clima più piovoso e freddo, la pavimentazione si presenta bagnata e scivolosa, mettendo a rischio le persone. Sicuramente l’opera non è fatta a regola d’arte. Stanno per scadere i 10 anni per presentare la contestazione per i vizi delle opere. Come è possibile che nonostante tutte le segnalazioni presentate non ci sia stata a oggi ancora una risposta? Infrastrutture Lombarde cosa ha intenzione di fare?”, si è chiesto Orsenigo.

Non solo: “Manca la manutenzione sia straordinaria che ordinaria. È incredibile che con tutti gli introiti che genera questo parcheggio non si riescano a trovare i fondi per rendere migliore questa situazione – ha proseguito Orsenigo –. Ricordo che il parcheggio, di proprietà dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna, è dato in gestione al Comune di San Fermo della Battaglia, che è l’unico a trarre beneficio dagli importi dovuti con le soste, cifra che si aggira sul 1 milione di euro l’anno. C’è da chiedersi se è legittimo che sia solo San Fermo a trarre beneficio da questo accordo. È legittimo che tra enti pubblici esista un contratto che prevede di dare in gestione un bene a titolo gratuito e dalla durata illimitata? Per questo abbiamo raccolto e depositato 5mila firme a sostegno della revisione dell’Accordo e oggi abbiamo depositato un’interrogazione all’assessore per avere finalmente una risposta”.

Da non dimenticare anche il fatto che è in scadenza anche la concessione che il Comune di San Fermo della Battaglia ha con la società Axess Srl di Cologno Monzese a cui il Comune ha affidato la gestione. “Adesso è in corso una nuova gara: cercheremo di capire se il nuovo gestore sarà più efficiente”, conclude Orsenigo.

Milano, 22 novembre 2019

 

 

PD Regione Lombardia