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Paolo Romano ha coordinato il panel sulla salute mentale nell’aambito della conferenza dem sulla salute

ROMANO E RADAELLI (PD): “SALUTE MENTALE, EMERGENZA GENERAZIONALE: ECCO COME SI PUÒ INTERVENIRE”

‘La salute mentale è welfare: una sfida generazionale’ è il titolo che Paolo Romano, consigliere regionale del Pd, ha voluto dare al suo panel, all’interno della due giorni sulla sanità organizzata a Milano dal Partito democratico, cui ha partecipato anche Pietro Radaelli, segretario dei Giovani democratici della Lombardia.

Il motivo del messaggio contenuto nel titolo è presto detto: “Dagli interventi dei professionisti invitati è emerso chiaramente il disagio che i più giovani, addirittura a partire dai 10 anni di età, praticamente bambini, stanno vivendo in questi anni. Un disagio che può sfociare in situazioni come i disturbi alimentari e l’abbandono degli studi. Noi dobbiamo guardare il contesto e dare una risposta che deve essere pubblica, mentre oggi è troppo spesso appaltata al privato sociale, che talvolta non riesce a mantenere un servizio adeguato a causa dei bandi a breve termine”, ha detto Romano in apertura dei lavori.

 

“La salute mentale è un tema da affrontare da due punti di vista: da un lato ci sono il benessere e l’inclusione, che sono indispensabili, dall’altro c’è la questione reale e necessaria, ma spesso sottovalutata, delle politiche pubbliche. Bisogna capire che la salute mentale è un elemento moltiplicativo in negativo, in termini di costi per la società. Mai è così vero come quando si arriva alla cronicizzazione dei disturbi di salute mentale. Un ragazzo che ha una rete familiare, ad esempio, non lascia gli studi, perché gli viene offerta la possibilità di curarsi. Ma chi non ha supporti, spesso non continua. Statistiche e indagini ci dicono anche che per tutta la vita avrà problemi di tipo lavorativo e dovrà affidarsi ai sussidi pubblici. Quindi, quando sentiamo dire che le politiche di salute mentale hanno un costo, ricordiamoci che non è così semplice: ogni persona che non lascia gli studi, che lavora, che si cura è un costo in meno, non in più”, ha aggiunto il consigliere Pd.

 

Radaelli gli ha fatto eco: “Psicologo di base, equiparato ai medici di base sul territorio, e psicologi scolastici: queste figure potrebbero fare un grandissimo lavoro per la prevenzione. La salute mentale è un’emergenza per questa generazione e quando i problemi arrivano ad acutizzarsi è già troppo tardi. Bisogna prevenire, non curare”.

 

I due esponenti Pd hanno concluso: “Il quadro evidenziato dal nostro panel dovrebbe far tremare i polsi a chi governa: le patologie sviluppate che diventano acuzie, l’abbandono scolastico, l’incapacità di seguire un percorso professionale, sono tutti segnali di una società che si sgretola. Se le percentuali di disagio e disturbi nella popolazione giovane rimarranno quelle di oggi, la società finirà per non riuscire a rimanere in piedi. L’educativa di strada deve provare a esplorare altri percorsi: non basta più andare al parco a intercettare i Neet, come avveniva qualche anno fa, ma bisogna rivolgersi alla rete, alle strade telematiche. Immaginiamo gruppi di psicologi ed educatori che giocano ai videogiochi e da lì riescono a guadagnarsi la fiducia dei ragazzi che hanno bisogno di aiuto. Altrimenti il rischio è che questi giovani, trincerati dietro a uno schermo, sfuggano. Oggi più che mai serve uno scatto innovativo”.

 

Al panel hanno partecipato anche Stefano Fregonese, psicoterapeuta e presidente della cooperativa Spazio Pensiero che fa interventi di comunità nelle case popolari di Quarto Oggiaro e Gallaratese, Melissa Pisu, psicoterapeuta della Cooperativa Sociale Lo Scrigno, Simona Silvestro, consigliera segretaria responsabile del gruppo di lavoro Disagio giovanile degli Ordini degli Psicologi Lombardia, e Alfio Lucchini, direttore del Centro studi consumi e dipendenze.

 

Milano, 27 febbraio 2026

 

 

PD Regione Lombardia