Pierfrancesco Majorino, Simone Negri e Gian Mario Fragomeli hanno annunciato alla stampa la battaglia che la prossima settimana condurranno in aula sul Piano regionale della mobilità e dei trasporti

 

REGIONE, SARÀ SCONTRO IN AULA SUL PIANO DELLA MOBILITÀ E DEI TRASPORTI

IL PD: CAMBIARE MODELLO, TROPPE AUTOSTRADE INUTILI E POCO TRASPORTO PUBBLICO

Con 2.200 ordini del giorno e senza limiti agli interventi le opposizioni puntano a tenere l’aula a discutere per giorni

 

Il modello dei trasporti della Regione degli ultimi anni va cambiato radicalmente: ne è convinto il Partito Democratico, che insieme alle altre forze di opposizione in Consiglio regionale della Lombardia la prossima settimana, a partire da martedì 13 ottobre, farà dura opposizione in Aula per cambiare il Piano regionale della mobilità e dei trasporti. Il PRMT è infatti un corposo documento di programmazione che contiene tutte le opere che la Regione intende realizzare – o operare perché vengano realizzate – nei prossimi anni, dalle strade, tante, alle opere ferroviarie, troppo poche. Lo farà con 2.200 ordini del giorno, ma soprattutto con la carta che ogni gruppo politico può giocare una sola volta nella legislatura: la cancellazione del contingentamento dei tempi. Quindi si discuterà senza limiti agli interventi, argomentando su ogni opera e su ogni richiesta. La seduta, promette il Pd, andrà avanti per giorni, fino a che le richieste non saranno ascoltate.

 

Per cambiare il modello dei trasporti in Lombardia il Pd chiede di apportare al piano importanti modifiche: stralciare autostrade inutili, anticipare opere ferroviarie strategiche, potenziare le metropolitane, aumentare di almeno il 10% l’anno le risorse destinate al trasporto pubblico locale, introdurre la gratuità sui mezzi pubblici per i giovani under 25.

 

 

La critica

 

Il piano della giunta Fontana – cioè di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati – è ancora una volta all’insegna di asfalto e cemento in quantità: prevede la realizzazione di nuove opere per 1.658 ettari di suolo, di cui l’80% per nuove strade e autostrade. Per tradurre, sono circa 1.400 campi da calcio. Tra le nuove autostrade ci sono opere devastanti e senza senso come la Tangenziale Sud Esterna di Milano, la Broni-Mortara e la Mortara-Stroppiana, o come il Peduncolo IpB tra la Brebemi e il tracciato originale della Pedemontana: un tracciato che non esiste più, ma il collegamento rimane in programma. Strade progettate vent’anni fa e mai realizzate, non solo non vengono ridiscusse, aggiornate, ripensate, ma sono addirittura considerate strategiche.

Opere fondamentali, invece, come il raddoppio della linea ferroviaria Milano Mortara, tra le più critiche della regione, è rinviata a dopo il 2032, così come il quadruplicamento della Milano – Pavia, sull’asse fondamentale che collega il capoluogo lombardo a Genova, e della Tavazzano – Lodi, sulla linea che porta a Bologna, o ancora il potenziamento della Lecco – Ponte San Pietro e la Gronda Est, opera che serve a spostare il traffico merci fuori dal nodo, intasato, di Milano. Di là da venire il potenziamento della Lecco-Sondrio, come la metrotramvia Milano-Seregno. Del secondo passante nemmeno c’è traccia. Sono opere che deve realizzare RFI, quindi una decisione del ministro Salvini, ma evidentemente a lui interessa solo realizzare il ponte sullo stretto di Messina.

Anche sul fronte delle metropolitane non c’è nulla: il prolungamento della M4 a Segrate viene programmato a dopo il 2032, della futura M6, opera strategica per collegare tutte le linee metropolitane, nemmeno si fa menzione. Dopo il treno, in senso figurato, del PNRR e quello delle Olimpiadi Milano Cortina, non c’è alcuna nuova programmazione.

 

Non è solo una questione di opere, ma anche di modello: autostrade come la Brebemi, o Pedemontana e Teem (queste due con i loro 52 milioni di euro a chilometro realizzato), sono un evidente fallimento. Poco traffico, nessun problema risolto, costi elevati scaricati sul contribuente. O sul pendolare, come per la Milano Meda e la Corda Molle, tra Ospitaletto e Montichiari, in provincia di Brescia, con i loro contestatissimi pedaggi su tratti che erano gratuiti.

Invece la Lombardia avrebbe bisogno di potenziare il trasporto pubblico, nelle aree a maggio traffico e in quelle meno servite. La realizzazione di nuove strade, dove necessario, deve servire a potenziare la viabilità esistente.

La Lombardia oggi è nemica dei pendolari, con i suoi pedaggi più cari d’Italia, con le tariffe ferroviarie che in quattro anni sono cresciute del 10%, in un mondo in cui i costi energetici crescono e mettono non solo in difficoltà gli automobilisti, ma in gravissima crisi il trasporto pubblico su gomma, sempre più dimenticato dalla Regione.

 

 

Le dichiarazioni

Simone Negri è il capodelegazione del Pd in commissione trasporti e territorio del Consiglio regionale. La sua critica al modello di mobilità perseguito dalle giunte di destra e centrodestra degli ultimi anni è molto dura: “la politica di Regione Lombardia di questi lunghi trent’anni sulla mobilità non ha portato ad alcun miglioramento delle condizioni con cui i lombardi possono muoversi. Anzi, le congestioni, il traffico, i ritardi anche ferroviari sono aumentati, come sono aumentati i costi che i lombardi devono sostenere, sia per l’aumento dei biglietti, penso a quello di Trenord, sia per i pedaggi al limite dell’inverosimile di autostrade lombarde come Brebemi, Pedemontana e Teem. Quello che noi proponiamo è un’inversione di rotta radicale, perché pensiamo che ci si debba concentrare in primis sulle opere strategiche, in particolar modo alcune ferroviarie, piuttosto che su una serie di piccole nuove autostrade che sono di interesse esclusivamente locale ma che, come è successo in questi anni, devastano il territorio, hanno costi enormi che poi ricadono inevitabilmente sul pubblico e sostanzialmente non muovono nessuno. Un dato per tutti, la Brebemi dovrebbe sostenere 60.000 veicoli al giorno in realtà oggi ne vede solo 27.000, quindi non siamo neanche alla metà di quello che è previsto per permetterle di stare in piedi. Noi vogliamo che la Regione si concentri sul potenziamento del trasporto pubblico”.

 

Aggiunge Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione: “Noi crediamo che la giunta Fontana e la destra stiano pensando a tutto fuorché a garantire un trasporto pubblico di qualità per i cittadini lombardi. La Lega pensa molto al ponte sullo stretto di Messina e molto poco a come si debbano muovere le lombarde e i lombardi. E vogliamo un cambiamento netto, deciso, un investimento vero sul prolungamento delle metropolitane che riguardano l’area metropolitana milanese, un rilancio del passante ferroviario, politiche tariffarie a sostegno degli under 25. Noi pensiamo che gli under 25 debbano poter viaggiare gratuitamente nei nostri territori e su tutto questo daremo battaglia”.

 

Per Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale e vicesegretario del Pd lombardo, la Regione non fa abbastanza per garantire a tutti il diritto alla mobilità con il trasporto ferroviario.

“Noi crediamo che il diritto alla mobilità debba essere garantito a tutti, e oggi così non è, se pensiamo che per le persone con disabilità, o a ridotta mobilità, prendere un treno nelle nostre stazioni è spesso proibitivo – dichiara il consigliere dem -. Se pensiamo alle stazioni gestite dal RFI, che sono la stragrande maggioranza, in una su tre non è possibile accedere ai binari successivi al primo, per mancanza di ascensori, ma attenzione, se consideriamo la possibilità di accedere autonomamente, quindi senza dislivello tra la banchina e il treno, nel 65% delle stazioni questo è impossibile perfino sul primo binario! Va meglio nelle stazioni gestite da Ferrovie Nord, ma resta il fatto che oggi il tema del diritto all’accesso alle stazioni ferroviarie non trova uno straccio di riferimento in questo piano regionale! Quindi la destra non pensa, come invece pensiamo noi, che l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle stazioni debba diventare un impegno da risolvere almeno nei prossimi dieci anni, che è il tempo di durata del Piano regionale. Il diritto all’accessibilità deve essere garantito a tutti, nelle stazioni grandi ma anche in quelle medie, fino a quelle piccole e per questo ci batteremo in Aula. Come ci batteremo su un altro tema che limita fortemente la disponibilità delle persone a scegliere il treno, che è la sicurezza”.

 

 

Le richieste in dettaglio

 

Sistema viario:

  • Stralcio dei nuovi progetti autostradali Tangenziale Esterna Sud Milano, tratta D breve della Pedemontana, IpB, Mortara-Stroppiana, Broni-Mortara e della tangenzialina di Bormio;
  • Eliminazione pedaggiamento Milano-Meda e Corda Molle;
  • Sperimentazioni su pedaggi ridotti per Brebemi, Pedemontana, TEEM;
  • valutazione puntuale delle opere derivanti da precedente programmazione e verifica di legittimità delle obbligazioni giuridicamente vincolanti delle infrastrutture su cui sussistono impegni di vecchia data;
  • anticipare la Penetrante da Est allo scenario 2027-2032;
  • revisione Canturina bis per evitare passaggio nel Parco delle Groane;

 

Sistema ferroviario:

  • Opere ferroviarie strategiche da anticipare alla finestra 2027-2032 (Quadruplicamento Milano – Pavia, Tavazzano – Lodi; potenziamento Seregno-Carnate)
  • Nodo di Milano: definizione di documento di indirizzo entro il 2028 e coinvolgimento nel tavolo di comune di Milano e Città Metropolitana;
  • Scenari su nuovo passante ferroviario entro la fine del mandato e relativa valutazione;
  • Introdurre target progressivi su raddoppi (anche con raddoppi selettivi su Milano-Lecco-Colico-Sondrio, Milano-Mortara, Bergamo-Montello-Rovato, Brescia-Parma) per ridurre monobinario da 50 a 35% nella durata del PRMT;
  • integrare il PRMT con lo scavalco PM–Bivio Adda / salto di montone Treviglio – Cassano d’Adda
  • Recesso progetto treno a idrogeno in Val Camonica;
  • Riequilibrio PEF del contratto di Trenord e liberazione risorse per TPL;

Metropolitane / Metrotranvie:

  • Introduzione M6;
  • Impegno per trovare risorse per M4 a Segrate
  • Metrotranvia Milano-Seregno: ricognizione conclusiva del quadro economico e degli extracosti, impegno per ottenimento di risorse statali a copertura e misure di ristoro per attività economiche coinvolte;
  • Sviluppo studi/progetti per prolungamenti fuori Milano (M2 Rozzano, M4 Buccinasco, M3 Peschiera Borromeo, M5 Cornaredo, Metro Brescia);
  • Sviluppo studi/progetti per nuove metrotranvie o loro prolungamento (T1 a Vertova e T2 a Zogno).

Risorse per TPL:

  • Garanzia di stanziamento di risorse maggiorate di 65 milioni di euro all’anno per il prossimo triennio;
  • Sperimentazione servizi a chiamata per aree a domanda debole;

Diritto alla Mobilità:

  • Gratuità del trasporto pubblico per giovani under25;
  • Agevolazioni per lavoratori poveri e anziani;
  • Introduzione automatismo nel riconoscimento degli indennizzi per abbonati Trenord;
  • Stazioni accessibili: piano con RFI e Ferrovienord per installazione e manutenzione ascensori.

 

 

 

VIDEO E AUDIO

 

 

 

Milano, 7 ottobre 2026

PD Regione Lombardia