Simone Negri al termine delle audizioni in commissione Territorio con Legambiente, WWF, Greenpeace, Italia Nostra, Federparchi, Parco Agricolo Sud Milano, Associazione Parco Agricolo Sud Milano, Associazione Terra e Salviamo il Paesaggio, in relazione a due progetti di legge che tracciano le linee per gli insediamenti dei centri dati
Negri(Pd): No ai data center nel Parco sud
No ai data center nel Parco sud. Il consigliere regionale del Pd Simone Negri è intervenuto così, questa mattina, al termine delle audizioni che si sono tenute in Commissione territorio con Legambiente, WWF, Greenpeace, Italia Nostra, Federparchi, Parco Agricolo Sud Milano, Associazione Parco Agricolo Sud Milano, Associazione Terra e Salviamo il Paesaggio, in relazione a due progetti di legge che tracciano le linee per gli insediamenti dei centri dati.
“Le richieste di insediamento di data center nel sud Milano- afferma Negri- sono davvero tante e concentrate. E‘ dovere della Regione arginarne e distribuirne la diffusione con una normativa adeguata. Gli insediamenti devono essere vietati nelle aree del Parco sud, che sono certamente appetibili per gli investitori perchè di utilizzo più semplice rispetto alle aree dismesse, che spesso richiedono bonifiche. Ma non è nemmeno pensabile insediarli in un’area sottoposta a tutela, a vocazione agricola, compromettendone oltretutto irrimediabilmente il paesaggio”.
“Spero che anche su questo ci sia la disponibilità a rivedere il progetto di legge in discussione – continua Negri – e che almeno questi insediamenti nel Parco sud vengano obbligati a pesantissimi oneri, altrimenti non ha senso parlare di tutela. Il Parco deve inoltre poter contare su parte delle risorse che deriveranno da compensazioni ambientali ed energetiche”.
“Regione Lombardia- conclude Negri- che ha forzato la riforma del Parco, strappandolo alla Città metropolitana, deve chiarire che visione ha per questa area strategica e se lo vuole difendere realmente: io spero che non pensino possa diventare il polo energetico della Lombardia. Qui con i data center sarebbe consumata la maggior quantità di energia e parallelamente per produrla verrebbero insediati impianti fotovoltaici su terreno agricolo. La Regione ha invece il dovere di preservare la vocazione agricola del Parco e il suo suolo, bene finito e costantemente sotto attacco, che neanche l’intelligenza artificiale è in grado di restituirci”.
Milano, 19 febbraio 2026
