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BORGHETTI (PD): “UN MILIONE E MEZZO DI VISITE OLTRE I TEMPI. REGIONE SOSTENGA DI PIÙ IL PUBBLICO E CHIEDA AL PRIVATO DI FARE ANCHE LE PRESTAZIONI MENO REMUNERATIVE”

“Vogliamo svolgere a pieno il nostro ruolo e siamo qua per ascoltare l’assessore, ma anche per fare proposte. I numeri ci confermano che le nostre osservazioni critiche erano e sono fondate: le delibere regionali per affrontare il tema delle lunghe liste d’attesa sono state meno di un pizzicotto al problema, altro che una scossa: il pubblico va sostenuto di più e agli erogatori privati accreditati va chiesto di concorrere maggiormente alla soluzione del problema, erogando anche le prestazioni meno remunerative”, lo ha detto Carlo Borghetti, consigliere regionale del Pd e capogruppo in Commissione Sanità, questo pomeriggio, durante l’audizione dell’assessore al Welfare Bertolaso proprio sul tema delle liste d’attesa.

“A oggi, stando ai numeri citati da Bertolaso, usando una stima parametrica, stiamo parlando per la Regione di circa un milione e mezzo di visite all’anno erogate oltre la soglia di tempo prevista dalle prescrizioni: siamo ben lontani dal vedere passi in avanti significativi e ai lombardi non resta che pagarsi le visite privatamente, se possono”, ha aggiunto il dem.

“Ci sono due questioni fondamentali che dipendono dalla Regione e che vanno risolte: la diversità di comportamento tra erogatori pubblici e privati accreditati e l’agenda unica regionale delle prenotazioni, che dopo tanti anni di fatto ancora non esiste, non solo tra pubblico e privato, ma anche tra le stesse strutture pubbliche, come ci ha spiegato l’assessore – ha proseguito Borghetti –. Il comportamento diverso è sancito per esempio dai dati sulle prestazioni per cui si chiedeva un incremento con le ultime delibere: dalle slide che Bertolaso ci ha mostrato si è visto che il lieve aumento di prestazioni che si è riusciti a ottenere è stato più consistente nel pubblico che nel privato: perché la Regione non fa lavorare gli erogatori privati su tutte le prestazioni? Su questo Bertolaso non ha parlato di obiettivi, esattamente come i suoi predecessori”.

Il motivo del diverso comportamento tra pubblico e privato, spiega il capodelegazione dem, sta “nella remuneratività delle visite e della diagnostica, perché il privato tende a preferire le prestazioni più remunerative e se ha fatto meno prime visite del pubblico, per esempio, è perché addirittura rischia di perderci. Ma siccome lavora con i soldi pubblici, gli va chiesto di avere gli stessi doveri degli erogatori pubblici”.

Fondamentale, per Borghetti e il Gruppo regionale del Pd, anche il tema dei sistemi informatici delle diverse Asst che non si parlano tra loro, secondo quanto detto dall’assessore: “È una cosa inconcepibile nel 2023 in Lombardia. A dimostrazione di quanto il governo regionale sia stato inadeguato in tutti questi anni”.

Borghetti conclude poi ponendosi una domanda: “Leggiamo dalla stampa che Bertolaso vuole ricorrere a consulenti che lavorarono in Regione ai tempi di Formigoni e come minimo questo significa almeno una cosa precisa: riconoscere che le riforme di Maroni e Fontana-Moratti non hanno funzionato. Ma funzionerà il ritorno al passato?”.

Milano, 11 maggio 2023

PD Regione Lombardia