Un flash mob per richiamare l’attenzione sui problemi della sanità lombarda e per dire che comitati, associazioni, sindacati e forze politiche saranno in piazza città di Lombardia, sotto la Regione, sabato 11 aprile alle ore 15, per ribadire con forza che “La Salute è un diritto”.
SANITÀ: QUESTA MATTINA FLASH MOB SOTTO PALAZZO PIRELLI PER LANCIARE LA MANIFESTAZIONE DI SABATO 11 APRILE, “LA SALUTE È UN DIRITTO”
Un flash mob per richiamare l’attenzione sui problemi della sanità lombarda e per dire che comitati, associazioni, sindacati e forze politiche saranno in piazza città di Lombardia, sotto la Regione, sabato 11 aprile alle ore 15, per ribadire con forza che “La Salute è un diritto”. Lo deve essere, anche in Lombardia, dove la destra da anni ha messo in piedi un sistema che porta alla privatizzazione. Il flash mob si è tenuto questa mattina sotto palazzo Pirelli ed erano presenti esponenti del Pd come il capogruppo regionale Pierfrancesco Majorino, il capodelegazione in sanità Carlo Borghetti, il vicesegretario Gian Mario Fragomeli e poi Paola Bocci, Simone Negri, i capigruppo di AVS Onorio Rosati, del M5S Nicola di Marco, accompagnato dalle colleghe Paola Pizzighini e Paola Pollini, di Italia Viva Lisa Noja e poi Vittorio Agnoletto del comitato Lombardia SiCura e altri ancora.
Come ha spiegato Majorino, «io credo che dobbiamo farla finita con un odioso ricatto: volete farvi curare? Allora pagate. È il ricatto delle liste d’attesa che arricchisce i grandi gruppi della sanità privata e frega tantissimi cittadini. Abbiamo bisogno invece di un grande rilancio del sistema sanitario regionale, sostenendo gli infermieri, i medici, i tecnici, i professionisti e facendo sì che ci sia una medicina territoriale più a portata delle persone».
«Purtroppo questa sanità lombarda non cambia passo – aggiunge Borghetti -. C’è urgente bisogno di ripartire dai fondamentali, prevenzione, territorio, migliore rapporto tra sanità privata e servizio pubblico. Noi intanto chiediamo che con i soldi della Regione, cioè con i nostri soldi, la sanità privata persegua di più gli obiettivi pubblici di salute, e quindi che faccia anche prestazioni, visite ed esami che magari rendono di meno, ma di cui c’è più bisogno per i lombardi. Questo è un punto fondamentale che era anche nella nostra proposta di legge di iniziativa popolare che, purtroppo, la destra ci ha bocciato senza neanche entrare nel merito. Poi c’è bisogno di sostegno al personale, stremato: mancano tantissimi infermieri, mancano molti specialisti e i medici di famiglia scarseggiano sempre più. La sanità territoriale va rilanciata davvero: su questo Regione Lombardia deve, con le risorse disponibili, organizzare
diversamente ambulatori, poliambulatori, case di comunità. Sta finendo il PNRR, mancano poche settimane e abbiamo bisogno che vengano spostati dentro le Case della Comunità i medici, gli specialisti, gli infermieri che noi abbiamo per organizzare lì dentro una nuova sanità territoriale, che oggi vede la Lombardia all’ottavo posto in Italia tra le regioni rispetto alla osservanza dei livelli essenziali d’assistenza. Non lo dice il PD, non lo dice la minoranza in Regione, lo dice il Ministero. Agenas ha certificato l’ottavo posto di Regione Lombardia come capacità di rispondere ai livelli essenziali d’assistenza. Tutto questo è lontano dall’eccellenza che viene tutti i giorni raccontata da Fontana e da tutti coloro che governano da trent’anni questa regione e quindi abbiamo bisogno di passare dai proclami ai fatti per un cambio di passo reale. Non funziona tutto male, certo, ma ciò che non funziona continua a non funzionare da troppi anni. È ora di cambiare».
Milano, 8 aprile 2026

