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Bussolati (PD) e Strada (Civici): “La Regione blocca il biglietto integrato. Vogliono Atm come Trenord e Atac”

 

«È ormai evidente che la parola dell’assessore Terzi non conta nulla. Si è rimangiata gli accordi fatti con il sindaco di Milano e a pagare sono i cittadini». È netto il consigliere regionale del PD Pietro Bussolati in merito al ritiro dell’emendamento al bilancio sulla tariffazione integrata presentato e poi ritirato dalla Giunta anche per le polemiche di M5S.

«Vogliono far diventare Atm come Trenord e la romana Atac. La legge sull’integrazione tariffaria l’hanno fatta loro, ma siccome sono in ritardo e non riescono ad attuarla bloccano il Comune di Milano e l’agenzia del trasporto pubblico Milano-Lodi-Monza. Si difendono attaccando l’aumento del biglietto a Milano, ma il punto centrale è che gli abbonamenti in città restano invariati». 

Una scelta, quella di Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle ancora più miope se si guarda all’hinterland. «Chi si muove verso Milano dall’area metropolitana, da Lodi e da Monza continuerà a pagare un abbonamento molto più caro rispetto a quello previsto dall’accordo con il Comune di Milano che la maggioranza ha appena sconfessato. Da Sesto San Giovanni, Cormano, Cologno Monzese e Rozzano l’abbonamento annuale sarebbe passato 498 a circa 460 euro, mentre da Monza, Arese, Cernusco e Rho da 685 a 552 euro. Inoltre il biglietto da Assago e Rho sarebbe passato da 2,50 a 2 euro».

«Non solo non fanno questo – aggiunge Elisabetta Strada di Lombardi Civici Europeisti – ma hanno anche bocciato il nostro emendamento che chiedeva 30 milioni di euro in più di trasferimenti al trasporto pubblico locale per migliorare e non tagliare il servizio».

Milano, 18 dicembre 2018


PD Regione Lombardia