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SANITÀ: ASTUTI (PD), “IN LOMBARDIA TRA PUBBLICO E PRIVATO MANCA EQUILIBRIO, NOI CERCHEREMO DI PORTARLO”

Il sistema sanitario lombardo è al centro dell’ultima inchiesta di Milena Gabanelli e Simona Ravizza per Dataroom il 28 giugno scorso.

“Un’ottima inchiesta che pone un tema fondamentale per la riforma della sanità lombarda – commenta  il capodelegazione del Pd in commissione sanità del Consiglio regionale Samuele Astuti –   Il rapporto tra pubblico e privato non è equilibrato, perché c’è un pubblico che, come è giusto, deve curare tutti, e un privato che, invece, può scegliere quali interventi prediligere”.

Non solo, dunque, questo modello di convivenza tra pubblico e privato non rappresenta un’eccellenza, ma ha creato una vera e propria divisione dei compiti. Mentre il privato si concentra su interventi programmati e ad alto rendimento, al pubblico restano le emergenze e gli interventi ad alto rischio e maggiormente complessi.

“Il risultato – dice Astuti – è che il pubblico chiude i bilanci in passivo, che vanno ripianati dal sistema sanitario regionale, e il privato li chiude in attivo. Il primo si indebolisce e il secondo si rafforza, mentre i cittadini non vedono ridursi i tempi di attesa per le prestazioni di cui hanno bisogno. Liste d’attesa che, anzi, sono andate allungandosi e peggiorando sempre di più.  I dati di Agenas parlano chiaro e indicano la linea da seguire nella riforma: la Regione deve poter governare l’offerta di prestazioni sanitarie, cioè deve accreditare il privato per gli interventi di cui c’è maggior bisogno. Serve un equilibrio che il centrodestra che guida la Regione da oltre venticinque anni, non ha mai voluto tenere. Noi cercheremo di riportare questo equilibrio durante la discussione in commissione e in aula consiliare”.

È arrivato il momento che il privato sia accreditato per fare quello che serve e non solo quello che conviene ai bilanci.

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RedazioneN7ggPd

 

 

PD Regione Lombardia