Miriam Cominelli sulla delibera regionale che estende la sperimentazione dell’ostetrica a domicilio in tutta la Lombardia
Esteso a tutta la Lombardia il servizio di ostetrica a domicilio, era stata una proposta del Pd
Cominelli (Pd): “Risultato importante per neomamme e neopapà”
In tutta la Lombardia i neogenitori potranno contare sulla visita a domicilio di una ostetrica. Lo ha deciso la giunta regionale, concludendo un percorso iniziato con una battaglia condotta dal Partito Democratico, attraverso ordini del giorno ed emendamenti al bilancio, tutti presentati dal consigliere regionale Pietro Bussolati, approvati dall’Aula negli ultimi tre anni. Il servizio di ostetricia a domicilio è stato prima sperimentato con successo in alcune Asst e Irccs lombardi per un anno, coinvolgendo i territori di Pavia, Como, Varese, Bergamo e della Valle Camonica e ora verrà esteso a tutta la Lombardia, per ora fino a fine 2027. A favore dell’estensione della misura erano intervenuti anche diversi sindaci della Città metropolitana milanese e l’aprile scorso anche il Pd aveva sostenuto la richiesta, sollecitando la giunta regionale.
Il servizio di ostetrica a domicilio, o meglio, di Continuità assistenziale ostetrica, prevede che entro una settimana dalle dimissioni dal reparto maternità, una professionista faccia visita alla mamma e al nuovo nato per constatare lo stato di salute di entrambi, per fornire eventuale supporto nella cura del bambino e valutare eventuali problemi, compreso il manifestarsi di depressione post-partum, che colpisce in Lombardia il 10% delle donne in gravidanza o in post gravidanza. In caso di necessità, l’equipe medica dispone ulteriori visite e consulenze specialistiche. È dimostrato che la buona salute psicofisica della madre favorisce lo sviluppo sano del neonato, quindi supportare le donne e prevenire eventuali problemi è, di fatto, un investimento per la salute dell’intera famiglia. La professionista sanitaria ha indicazioni di utilizzare una “scheda di continuità assistenziale ostetrica” per la valutazione delle priorità e una “griglia di rilevazione del rischio sociale”. La prima individua tre livelli di priorità della presa in carico, da bassa a medio-alta, con relativa indicazione di visita a domicilio entro 7, 5 o 3 giorni dalle dimissioni. La seconda identifica eventuali condizioni di rischio che consentono di attivare interventi addizionali. Per questo servizio la Regione ha stanziato 700mila euro.
“Un risultato importante per tutte le neomamme e i neopapà della Lombardia” -dichiara la consigliera regionale del Pd Miriam Cominelli. “L’arrivo di un figlio cambia la vita delle persone, ribaltandone priorità e condizioni. È un momento molto delicato; certo accadono cose belle, ma possono anche presentarsi situazioni difficili, acuendo talvolta condizioni di fragilità pregresse. L’ostetrica è un aiuto concreto per sciogliere i primi dubbi e accompagnare i genitori nella gestione del neonato e della nuova quotidianità, e in caso di difficoltà, può intervenire in tempi rapidi”.
“Per me e tutto il nostro gruppo- conclude Cominelli- la genitorialità è un tema cruciale e il servizio di ostetricia a domicilio era un punto del nostro programma elettorale del 2023. Se oggi siamo arrivati a questo risultato è anche perché durante le scorse sessioni di bilancio abbiamo dato battaglia in Aula, e alla fine lo abbiamo ottenuto”.
Milano, 23 settembre 2026
