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Dote sport, Bocci e Pizzul (PD): “Poche risorse e pochi ragazzi. E Regione penalizza anche gli italiani”

«Diecimila ragazzi in tutta la Lombardia sono una goccia nel mare. Anche quest’anno così com’è la “Dote sport” non è efficace». Sono critici i consiglieri regionali del PD Paola Bocci e Fabio Pizzul sulla misura dedicata al coinvolgimento dei ragazzi giovani dai 6 ai 17 anni in attività sportive.

«C’è sia una questione di metodo che di risorse – spiegano -. Per accedere alla misura serve un Isee inferiore a 20mila euro, cifra non bassa. Ma è evidente che qualcosa non funziona se vengono assegnate poco più di diecimila doti in tutta Lombardia. Regione si è chiesta cosa non funziona, sappiamo se le persone che hanno bisogno accedono davvero?». Di certo non aiuta il limite di “cinque anni di residenza in Lombardia” per almeno uno dei genitori. «Per colpire gli stranieri il centrodestra finisce per penalizzare tutti. Ci sono categorie di lavoratori con alta mobilità, ad esempio le forze dell’ordine. I loro figli sono automaticamente esclusi».

Si ripresenta poi, come ogni anno, la questione economica. «Perché nel piano di sviluppo regionale la Giunta dice sì all’aumento di risorse e poi, alla vigilia del bilancio, viene a spiegarci che non ci sono soldi in più?». Per questo il PD avanza una proposta all’assessorato allo Sport. «Lo sport – spiegano Bocci e Pizzul – per i nostri ragazzi è anche una forma di prevenzione. Coinvolgiamo quindi l’assessorato al Welfare per dedicare misure aggiuntive alla dote sport. Altrimenti restano solo le buone intenzioni che sul campo servono a poco».

Milano, 18 luglio 2018


PD Regione Lombardia