Paola Bocci e Jacopo Scandella alla la notizia che Regione Lombardia ha aumentato la dotazione finanziaria della misura Dote sport

BOCCI E SCANDELLA (PD): “L’INCREMENTO LASCIA FUORI ANCORA 684 AVENTI DIRITTO. E SUI 5 ANNI DI RESIDENZA ASPETTIAMO LA CONSULTA”

“Regione stanzia 325mila euro in più per Dote sport, a fronte di una nostra richiesta di 600mila. Prima dell’incremento risultavano 3.934 domande non finanziabili per esaurimento delle risorse, ora, per sottrazione, mancano ancora 684 doti. Vuol dire che non è sufficiente”, commentano così Paola Bocci e Jacopo Scandella, consiglieri regionali del Pd, capogruppo e componente della VII Commissione Sport, la notizia che Regione Lombardia ha aumentato la dotazione finanziaria della misura Dote sport.

“Evidentemente, quanto aggiunto non basta ed è inferiore a quanto richiesto. Di fatto, rimangono appunto fuori 684 beneficiari aventi diritto, che non sono pochi. Cioè, va bene l’incremento, ma le risorse sono comunque irrisorie, perché il valore della quota pro capite è di soli 100 euro a figlio per un solo figlio a famiglia, con possibilità di quote aggiuntive solo se ci sono almeno dai 3 figli in su e comunque sempre con l’esclusione di uno. Ma in una regione come la nostra l’investimento dovrebbe essere molto più alto”, aggiungono i dem.

“Non solo: non è stato fatto alcun passo avanti riguardo all’abolizione del requisito discriminatorio dei 5 anni di residenza in Lombardia di almeno uno dei due genitori, che abbiamo sempre denunciato. Sulla legittimità di questa richiesta si esprimerà in udienza, a novembre, la Corte costituzionale, in risposta al ricorso presentato da Asgi, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, e Avvocati per niente, dopo che il giudice di Milano ha ritenuto ‘non manifestamente infondata’ la questione di costituzionalità del requisito e ha rimesso gli atti alla Corte”, concludono Bocci e Scandella.

 

Milano, 14 ottobre 2026

 

 

PD Regione Lombardia