Davide Casati sul progetto della nuova Casa di Comunità di Cologno al Serio
COLOGNO AL SERIO, PREOCCUPA IL PROGETTO DELLA NUOVA CASA DI COMUNITA’. INTERROGAZIONE DI CASATI IN REGIONE:
“L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE VENGA COINVOLTA E SI CHIARISCANO I DUBBI IN MERITO ALL’UTILIZZO DI UNA STRUTTURA MESSA A DISPOSIZIONE PER LA SANITÀ TERRITORIALE”
Il progetto della nuova Casa di Comunità di Cologno al Serio nel 2021 era nato nel migliore dei modi, grazie ad una sinergica interlocuzione tra il Comune e la BCC e, con il coinvolgimento di ATS e ASST Bergamo Ovest. Ma negli anni successivi il coinvolgimento diretto del territorio e dell’amministrazione comunale è stato sempre meno valorizzato, fino a ridursi a poche e sporadiche informative e, nell’ultimo incontro dello scorso 21 aprile, all’esclusione di fatto del Comune dal Tavolo tra la direzione generale della ASST Bergamo Ovest, i medici di medicina generale e i pediatri a libera scelta di Cologno al Serio”. Cosi dichiara la Sindaca di Cologno al Serio Chiara Drago, che si dice “amareggiata per come si sono evoluti i rapporti ma soprattutto preoccupata per gli scenari che si sono andati delineando nell’ultimo incontro – a cui il Comune non è stato invitato – che renderebbero difficile l’ingresso dei medici nella struttura, adducendo inoltre l’impossibilità di adeguare nel modo più funzionale gli spazi ad attività sanitarie per ragioni economiche e di “rapporti” con la proprietà e intaccando quindi, di fatto, la funzione originaria di quel luogo inteso come ‘spazio per la medicina di prossimità’ “.
Sulla questione il consigliere regionale del PD Davide Casati, componente della Commissione III Sanità, ha depositato oggi un’interrogazione scritta all’assessore al Welfare Guido Bertolaso “per chiedere prima di tutto se Regione sia al corrente delle motivazioni per cui si stia procedendo verso un ridimensionamento del progetto volto a rendere difficoltosa e marginale la partecipazione dei medici del territorio, quali siano gli specifici ostacoli economici e di rapporti con la BCC Bergamasca e Orobica che precluderebbero il pieno utilizzo della struttura e infine se l’istituzione regionale intenda intervenire affinché ASST Bergamo Ovest ripristini un tavolo di confronto a livello territoriale, per garantire l’attuazione del progetto originario cosi come era stato concepito e costruito in sinergia con il territorio”.
Milano, 30 aprile 2026

