Jacopo Scandella sui canoni idroelettrici, in merito alla delibera di Regione Lombardia che assegna alle province lombarde 2 milioni, quando ne mancano ancora 207
CANONI IDROELETTRICI: 2 MILIONI PER I CANONI RICOGNITORI. SCANDELLA (PD): “C’É POCO DA FESTEGGIARE, NE MANCANO 207…”
A fronte dei 2 milioni di euro che Regione Lombardia assegnerà alle province (corrispondente al 60% dei fondi derivanti dal canone aggiuntivo ricognitorio 2024), mancano 207 milioni che i concessionari dovrebbero versare nelle casse regionali tra canoni ordinari e monetizzazione dell’energia elettrica dovuta.
“É questa la cifra che le aziende energetiche titolari delle concessioni idroelettriche devono alla Regione, ai sensi della legge vigente – sottolinea il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella – ma che continuano incredibilmente a non pagare. Il canone ricognitorio è poco più di un obolo: quelli non versati sono soldi che sarebbero indispensabili per dare alle zone montane le risorse per la manutenzione dei fiumi, gli investimenti per lo sviluppo del territorio e per la sicurezza degli impianti”.
“Nella nostra regione – prosegue Scandella – è concentrato quasi un terzo della potenza idroelettrica installata italiana, con ben 759 impianti. E i canoni non pagati hanno raggiunto la cifra monstre di 207 milioni di euro. Di ricorso in ricorso – finora sempre tutti persi di fronte al Tribunale Superiore delle Acque – le aziende energetiche continuano a ritardare le procedure e a sfruttare con canoni irrisori l’acqua – bene comune – per la produzione di energia poi immessa sul mercato a caro prezzo”.
“Non si può ‘festeggiare’ l’arrivo dei canoni ricognitori, se non si tiene alta l’attenzione su quei 207 milioni che ancora mancano per tutte le province – conclude il consigliere dem -. In assenza di un quadro normativo che consenta di percorrere immediatamente altre strade – tra cui la ‘famosa’ quarta via – e dare garanzie a tutti i soggetti coinvolti, bisogna procedere a incassare tutto quanto ancora è dovuto, pena l’impossibilità di partecipare alle gare per le società non in regola”.
Milano, 19 novembre 2025
