AUTONOMIA DIFFERENZIATA, ORSENIGO E CARRA (PD): “LA MONTAGNA HA PARTORITO IL TOPOLINO. DOPO DIECI ANNI UN DOCUMENTO CHE NON MANTIENE LE PROMESSE E SENZA UN EURO DI PIÙ”

“Dopo quasi dieci anni dalla stagione referendaria del 2017, la montagna ha partorito il topolino. Non un documento capace di delineare una vera prospettiva di autonomia per la Lombardia, ma un testo che propone il trasferimento di competenze in ambiti in larga parte marginali e soprattutto senza l’ombra di un quattrino” così i consiglieri regionali del Pd Angelo Orsenigo, vicepresidente della commissione Affari istituzionali, e Marco Carra, componente della commissione speciale Autonomia, dopo la seduta congiunta delle due commissioni, riunite questa mattina al Pirellone per l’illustrazione del Documento relativo al percorso di autonomia differenziata previsto dall’articolo 116, comma 3, della Costituzione.

“Il primo problema – sottolineano i consiglieri – è il metodo. Ci viene chiesto di discutere e assumere una posizione su un tema di enorme rilevanza istituzionale con una tempistica estremamente ridotta e obiettivi davvero deludenti. Non comprendiamo la ragione di questa fretta che non consente un confronto adeguato, né un approfondimento all’altezza della materia. Tanto più che non risultano adeguatamente coinvolte le autonomie locali che dovrebbero invece essere protagoniste di un percorso di questo tipo. Le audizioni richieste per ascoltare tutti i soggetti istituzionali e sociali interessati, infatti, sono state respinte”.

“Anche nel merito – aggiungono i dem – il documento ci lascia molto perplessi. Le competenze individuate riguardano la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare e integrativa: ambiti talmente circoscritti da rendere difficile persino parlare di un vero percorso di autonomia differenziata. Dopo quasi dieci anni, è un risultato davvero modesto rispetto alle promesse fatte dalla Lega”.

“C’è poi un quarto ambito che ci preoccupa di più – proseguono – e che riguarda la tutela della salute e del coordinamento della finanza pubblica, su cui viene prospettata la possibilità di definire tariffe differenziate per alcune prestazioni sanitarie. Non vorremmo che dietro una proposta apparentemente limitata si aprisse la strada a ulteriori differenziazioni nell’accesso e nei costi delle prestazioni sanitarie”.

“Il dato politico, infine, è evidente – concludono Orsenigo e Carra -: la Lega ha governato per anni a livello nazionale promettendo l’autonomia differenziata e oggi, dopo quasi un decennio, presenta un documento molto lontano dalle aspettative che aveva alimentato. Nessuna delle promesse, infatti, è stata mantenuta: non c’è traccia della quota di residuo fiscale che la Lega prometteva di trattenere in Lombardia, né tantomeno di risorse aggiuntive per le competenze che verranno devolute alla Regione. Per i lombardi, dunque, non cambierà proprio nulla”.

Milano, 26 agosto 2026

PD Regione Lombardia