Matteo Piloni dopo l’approvazione di un progetto di legge sulle politiche regionali in materia di artigianato
PILONI (PD): “LA LEGGE DI RIORDINO UN PASSO AVANTI, MA SERVONO PIÙ RISORSE PER L’INNOVAZIONE E LE NUOVE GENERAZIONI”
“La legge di riordino sull’artigianato lombardo è un passo avanti positivo. Ma si deve fare in modo che in sede di bilancio i fondi, da noi chiesti ma finora non ottenuti, siano maggiori. Inoltre, la formazione deve essere veramente orientata alla qualità del lavoro e al ricambio generazionale. Per questo ci auguriamo che la necessità di valorizzare le professioni artigiane per avvicinare i giovani non rimanga solo sulla carta”, è il commento di Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd, al termine della votazione, questa mattina, in Aula, del progetto di legge sulle ‘Politiche regionali in materia di artigianato’.
“Oggi l’artigianato fa fatica a guardare al futuro proprio a causa di un eccesso di burocrazia, bandi spesso poco attrattivi e la difficoltà del ricambio generazionale. Come Regione dobbiamo fare tutto il possibile e anche di più per sostenere il settore e mantenere il ruolo centrale della Lombardia nel settore manifatturiero italiano”, aggiunge il dem.
“Non basta sostenere le imprese storiche: dobbiamo fare in modo che i giovani si appassionino al mestiere dell’artigiano, puntando sull’innovazione che è centrale”, spiega Piloni, che aveva ottenuto nella precedente legislatura l’ampliamento del riconoscimento di attività storiche anche ad altre figure artigiane come i parrucchieri, prima esclusi.
“Dopo di che, qualche elemento di criticità lo abbiamo riscontrato. Secondo noi, sarebbe necessario promuovere un Piano regionale di sostegno alla contrattazione territoriale di secondo livello, in accordo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori di settore più rappresentative e con le organizzazioni datoriali. Va valorizzato il sistema della bilateralità artigiana come strumento di tutela. Siamo anche convinti che vada promossa la sostenibilità sociale, intesa come tutela e stabilità occupazionale, correttezza contributiva e contrattuale, capacità delle imprese di promuovere modelli organizzativi inclusivi, rispettosi delle pari opportunità, della salute e sicurezza sul lavoro e della formazione delle lavoratrici e dei lavoratori. E qualità è la parola chiave per l’artigianato, inteso come lavoro regolare, contrattualmente tutelato e coerente con i contratti collettivi di settore”, conclude il consigliere Pd.
Milano, 24 febbraio 2026

