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Roberta Vallacchi e Simone Marchesi sul provvedimento che ora porrà le basi per decidere quali saranno i terreni più adatti, le cosiddette aree idonee, a posare i pannelli fotovoltaici. 

VALLACCHI E MARCHESI (PD): “LEGGE NECESSARIA, MA NON TUTELA I TERRITORI, A COMINCIARE DALLA PERCENTUALE SAU PROVINCIALE”

 

A qualche giorno dall’approvazione, in consiglio regionale, del progetto di legge sulle ‘Determinazioni delle aree idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili’, con il voto di astensione del Gruppo regionale del Pd, si registrano le prime reazioni dal mondo dell’agricoltura e dalle istituzioni.

“Per quanto ci riguarda, abbiamo detto subito che si tratta di un provvedimento necessario, atteso da tempo, ma con troppe criticità: non sono tutelati a sufficienza i suoli agricoli di pregio, non ci sono limiti per bilanciare le installazioni nei diversi territori, il che comporta il rischio che alcune aree, come quelle a sud della Lombardia, siano molto più sacrificate di altre, non c’è una vera incentivazione all’installazione degli impianti su suoli e superfici già urbanizzate. Ma soprattutto avevo presentato un emendamento che poneva come limite provinciale della Sau, la Superficie agricola utilizzata, lo 0,8, come quello regionale, che avrebbe garantito equità tra le province lombarde, e invece la maggioranza ha confermato il limite del 2% per le province, e questo comporterà che il maggior numero di richieste arriverà ai territori di pianura”, fa sapere Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Pd, lodigiana, commentando il provvedimento che ora porrà le basi per decidere quali saranno i terreni più adatti a posare i pannelli fotovoltaici.

 

Preoccupato Simone Marchesi, segretario provinciale di Pavia: “Il nostro territorio rischia di essere uno dei più esposti agli effetti di questa legge. Parliamo di una provincia che ha una fortissima vocazione agricola, con produzioni di qualità, aree risicole e vitivinicole di grande valore, oltre a un equilibrio ambientale già messo sotto pressione negli ultimi anni. Consentire un consumo così elevato di suolo agricolo per grandi impianti fotovoltaici significa indebolire ulteriormente un comparto strategico per l’economia locale e per la tutela del paesaggio. Serve invece una pianificazione seria che privilegi aree dismesse, capannoni, tetti e superfici già compromesse, evitando di trasformare la pianura pavese in una distesa di pannelli”, commenta.

 

Conferma Vallacchi: “A livello regionale abbiamo perso una grande occasione, non solo perché il provvedimento manca di coraggio, ma soprattutto perché colpirà prevalentemente le province più vocate all’agricoltura, che hanno territori vasti, come Pavia, appunto, Lodi, Mantova, Cremona. Si tratta di aree con terreni agricoli di grande pregio e fertili”, ricorda.

 

“Noi vediamo una grande contraddizione nella destra che con una faccia decanta quotidianamente la bontà della nostra agricoltura, con l’altra la colpisce nel suo elemento principale, cioè il terreno, senza il quale non è possibile fare alcuna coltivazione, alcuna produzione. È la scelta più semplice, perché ci sono distese vergini che possono essere facilmente sfruttate e perché le difficoltà e le carenze di prospettive che vive gran parte del mondo agricolo porta gli agricoltori, interpellati da multinazionali che vogliono realizzare questi campi, ad avere un atteggiamento disponibile. Questo non significa che lo sviluppo di impianti da energie rinnovabili non sia anche per noi essenziale per la piena attuazione della transizione ecologica: non possiamo lasciare questa importante partita in balia del mercato, ma sarebbe servita una vera programmazione pubblica. Invece, il modo è completamente sbagliato, perché si rischia di creare altri danni”, concludono Vallacchi e Marchesi.

 

Milano, 21 maggio 2026

 

PD Regione Lombardia