Samuele Astuti in merito alle morti sul lavoro che continuano ad aumentare

Astuti (Pd): “Ancora in aumento i morti sul lavoro, più a rischio chi non parla bene la lingua italiana. Necessario migliorare la formazione e potenziare i controlli” 

L’emergenza continua.  I morti sul lavoro in Italia nei primi nove mesi del 2026, secondo l’Osservatorio sicurezza su lavoro e ambiente  Vega,  sono  stati 823, ben 39 in più rispetto allo stesso periodo del 2025.    Un’emergenza che tocca la Lombardia che conta il più alto numero di vittime in Italia, 84 in nove mesi. “L’ emergenza – commenta il vicepresidente della Commissione speciale sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro Samuele Astuti (Pd) – è cronica. Ogni anno non vediamo miglioramenti rispetto al precedente, il che purtroppo dimostra che quanto fatto finora non è sufficiente, né efficace.  Fatica ancora ad affermarsi una diffusa cultura della sicurezza sul lavoro.  Colpisce che   tra le vittime in Italia gli stranieri   siano 221 su un totale di   823, con una crescita di quasi il 30% rispetto allo stesso periodo del  2025. Il rischio di morte sul  lavoro è  tre volte superiore rispetto a quello dei  lavoratori italiani. Questo impone che la formazione sia comprensibile a tutti, altrimenti diventa del tutto inutile. I lavoratori devono, almeno in una prima fase, poter apprendere   le nozioni di sicurezza   nella loro lingua madre. Questo mentre sono accompagnati da mediatori culturali in un percorso di apprendimento dell’italiano”.

“Ma non solo – continua Astuti –  per tutti la formazione non può ridursi a poche lezioni frontali. Deve essere mirata al rischio specifico del lavoratore e anche pratica. Bisogna prevedere break formativi alle macchine, con brevi sessioni di addestramento”.

“Oltre la formazione – conclude Astuti – è necessario garantire i controlli, rimediando alla cronica carenza di personale ispettivo nei  servizi  di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle Ats  e negli ispettorati territoriali del lavoro.  Per fare questo è necessario   assumere personale   stabile, valorizzandone l’attività,  e   ancor prima promuovere i corsi di ingegneria della sicurezza per preparare  le figure professionali necessarie”.

Milano, 5 novembre 2026