Simone Negri su quanto accaduto in commissione Territorio dove la maggioranza ha fatto mancare il numero legale durante la discussione degli emendamenti di modifica alla legge sui data center
DATA CENTER, FORZATURA DELLA MAGGIORANZA IN COMMISSIONE TERRITORIO, SALTA LA DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA
NEGRI (PD): “INAUDITO, UNA MAGGIORANZA DIVISA E SENZA ARGOMENTI HA IMPEDITO DI DISCUTERE IL MERITO”
La commissione Territorio è rimasta senza voce sulle modifiche alla legge sui data center. Dopo una seduta molto movimentata la maggioranza ha preferito far mancare il numero legale per non passare alla discussione e approvazione degli emendamenti delle opposizioni, rinunciando così anche a quelli di maggioranza. Il testo, a questo punto, andrà in commissione Affari istituzionali senza le indicazioni della commissione competente in materia. La modifica della normativa sui data center è infatti contenuta nella legge di riordino ordinamentale, e deve passare da tutte le commissioni interessate e, infine, a quella referente, la Affari istituzionali, per poi arrivare in Aula a fine mese.
La seduta era iniziata in salita, con un’ora di ritardo rispetto all’orario di convocazione, dopodiché il presidente Jonathan Lobati aveva chiesto ai commissari di maggioranza e di opposizione di ritirare i propri emendamenti e di ripresentarli in Aula, per non perdere tempo e rimanere in linea con la programmazione delle altre commissioni e del Consiglio. Ma la richiesta è stata ritenuta inaccettabile dalle minoranze, che hanno chiesto di rinviare la seduta in un momento adatto a discutere comunque tutte le proposte emendative. Dopo quindici minuti di sospensione chiesti dalle opposizioni, la maggioranza non è rientrata in sala. Quindi il presidente Lobati, prendendo la parola, ha messo direttamente in votazione gli emendamenti chiedendo un istante dopo la verifica del numero legale che evidentemente era venuto a mancare per le defezioni dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. A quel punto ha dichiarato chiusa la seduta, di fatto decretando la mancata espressione del parere della commissione Territorio rispetto alla proposta di modifica della normativa sui data center.
“Quello che è successo è inaudito e inaccettabile, non hanno argomenti per controbattere ai nostri emendamenti di buon senso, che mirano a limitare il consumo di suolo, a introdurre una distanza minima dall’abitato, a contrastare la concentrazioni di impianti nella Città metropolitana, a sviluppare, in ottemperanza alle politiche europee, la nostra sovranità digitale e a ridare facoltà pianificatoria ai sindaci attraverso una destinazione propria per i data center” dichiara Simone Negri, capogruppo Pd in commissione. “È incredibile che sui centri dati la maggioranza sia disponibile a forzare la mano in questo modo e a fare carta straccia dei regolamenti. Hanno approvato solo cinque mesi fa una normativa che alla prova dei fatti si è dimostrata incapace di governare la proliferazione di questi insediamenti, ma con il pasticcio di oggi è chiaro che non solo non vogliono aprire una vera discussione, ma palesano una certa isteria per l’incapacità di dare al settore regole chiare ed efficaci. Il segnale che ne esce è pessimo, perché dimostrano di non avere argomenti per ribattere alle nostre proposte che mirano a contemperare lo sviluppo del settore con una strategia energetica chiara e a con le dovute attenzioni ambientali e di qualità della vita dei cittadini. Inoltre, la fuga dalla commissione è stata il modo per rimandare di qualche ora un feroce scontro interno alla maggioranza. Tanti e sostanziali erano gli emendamenti anche della destra, segno che sia la legge sia la proposta di modifica sono uno strazio.”
Milano, 5 novembre 2026

