Pietro Bussolati dopo l’intervento dell’assessore Alparone in commissione Bilancio, sulle ripercussioni che il taglio del bollo auto avrà in Lombardia

Manovra- Bussolati (Pd): “Il taglio del bollo auto voluto dal Governo mette in crisi il bilancio della Lombardia.  A rischio i servizi per la propaganda elettorale di Meloni”

Oggi l’assessore al Bilancio Marco Alparone è stato costretto ad ammettere, in una Commissione  disertata da gran parte della maggioranza, che il taglio del bollo auto voluto da Giorgia Meloni metterà in crisi il bilancio della Lombardia. A dirlo è il consigliere regionale del Pd Pietro Bussolati che spiega: “Alparone ha ammesso che   tra i calcoli del    ministero dell’Economia per il rimborso del bollo auto e quelli della Regione c’è uno scarto che si aggira fra gli 80 e i 120 milioni di euro.  Per il Governo  infatti  la cifra da rimborsare ammonta a 410 milioni, mentre per  palazzo Lombardia è intorno ai 500 milioni di euro. La Lombardia è stata inoltre privata della possibilità di giovarsi delle risorse da recupero dall’evasione fiscale, che era preventivato per circa 80 milioni di euro di incremento annuo di entrate. Non solo, l’assessore al Bilancio ha rilevato criticità sulle coperture sui fondi nazionali sanitari per circa 500 milioni di euro.  Le scelte del Governo Meloni deprimono l’autonomia regionale, tanto sbandierata dalla Lega. A farne le spese saranno i servizi, in primis la sanità, già impoverita, come ammesso dallo stesso Alparone, dalla sottostima   del fabbisogno sanitario, che   non sarà in grado di coprire la spesa prevista. Pensiamo non sia un caso che nelle votazioni di oggi in commissione Bilancio, proprio il giorno in cui si presentavano i documenti di previsione finanziaria, la maggioranza abbia dovuto ricorrere all’aiuto di Futuro Nazionale per la tenuta del numero legale; senza il componente di commissione vannacciano, infatti, non ci sarebbe stata alcuna possibilità di votare i provvedimenti all’ordine del giorno”.

“La Lombardia-  conclude Bussolati – rischia di essere svenduta in nome della propaganda romana del Governo amico.  Ma a quanto pare a Lega e Fratelli d’Italia va bene così”.

 

Milano, 4 novembre 2026