Paolo Romano in merito all’iter appena iniziato della legge regionale per il salario minimo negli appalti pubblici

LAVORO, INIZIATO IN COMMISSIONE L’ITER DELLA LEGGE REGIONALE PER IL SALARIO MINIMO NEGLI APPALTI PUBBLICI

ROMANO (PD): “NO ALLO SFRUTTAMENTO DI STATO, CHI LAVORA PER LA REGIONE NON PUÒ NON ARRIVARE A FINE MESE”

 

È iniziato questa mattina in commissione Bilancio del Consiglio regionale della Lombardia l’iter del progetto di legge presentato dal Partito Democratico, a prima firma del consigliere Paolo Romano, che mira a introdurre garanzie di sicurezza, di qualità del lavoro e salariali per i lavoratori dei bandi e degli appalti di Regione Lombardia. La legge si applica ai contratti stipulati dalla Regione, dalle società partecipate e dai suoi enti strumentali, dalle ATS e ASST, ovvero a decine di migliaia di lavoratori in tutta la Regione. La proposta supera la logica del “massimo ribasso” e introduce maggior punteggio per vincere i bandi per le aziende che dimostrino di mettere in campo soluzioni avanzate in termini di sicurezza sul lavoro, stabilità dei dipendenti, contratti di secondo livello che aumentino salari e diritti. La normativa proposta dal Pd, inoltre, chiede che siamo ammesse alle gare solo le aziende che applicano ai propri lavoratori il contratto collettivo maggiormente attinente alla attività svolta – o uno migliore – e che, comunque, garantiscano a tutto il personale coinvolto un trattamento economico minimo, inderogabile, pari ad almeno nove euro lordi l’ora, e contrasta il part-time involontario con alcune norme specifiche.

“Con questa legge vogliamo mettere fine a una vergogna di stato, a un caso particolarmente grave di sfruttamento dei lavoratori che non viene da imprenditori senza scrupoli ma dalle istituzioni, all’interno dei palazzi del potere della Regione. Perché ci sono, per esempio, lavoratrici delle pulizie degli ospedali che arrivano a guadagnare 850 euro al mese, che derivano da un salario tabellare molto basso, di 7,20 euro l’ora dopo il recente rinnovo, e il part-time involontario, che è questa trappola in cui il lavoratore ha un contratto per venti ore ma di fatto non può lavorare le altre ore perché è impossibile conciliare i turni con impieghi diversi. È insostenibile. E riguarda in genere il personale delle aziende multiservizi, chi fa pulizie, assistenza, guardiania, manutenzione. Noi vogliamo superare la logica del massimo ribasso come criterio principale degli appalti dei servizi, perché l’unico costo che possono comprimere è quello dei salari delle lavoratrici e dei lavoratori. Noi crediamo che non sia accettabile e, in linea con la nostra battaglia nazionale per il salario minimo, chiediamo che qui in Regione Lombardia si ponga fine a questa ingiustizia”.

Il progetto di legge è stato indicato dal Pd come uno di quelli prioritari e proseguirà la trattazione nelle prossime settimane.

👉A questo link il testo e l’iter del progetto di legge.

Milano, 28 ottobre 2026