Miriam Cominelli questa mattina ha partecipato al presidio organizzato in piazza Duca d’Aosta dai medici di base, scesi in piazza per protestare con due giornate di sciopero.

MEDICI DI FAMIGLIA-COMINELLI (PD): “SONO IL CENTRO DELLA SANITÀ, MA VENGONO ABBANDONATI DALLA REGIONE”

Oltre 200 medici di famiglia hanno protestato questa mattina, sotto il Pirellone, per lamentare le   condizioni di lavoro, anche alla luce della riforma nazionale che vede le Case di comunità come luoghi di ricostruzione di una sanità territoriale che in Lombardia è ridotta ormai ai minimi termini. I professionisti denunciano che, così come sono state avviate, le Case di comunità non funzionano e sono costretti a fare ore aggiuntive, talvolta sovrapposte all’orario di ricevimento dei pazienti, in strutture senza le attrezzature, i servizi e il personale necessari.

“Siamo stati ancora una volta in piazza, a fianco dei medici di famiglia, per sostenere il loro lavoro. Hanno perfettamente ragione quando dicono che è sempre più difficile in Lombardia fare questo mestiere, abbiamo più volte raccolto le loro richieste e le abbiamo tradotte in proposte attraverso mozioni che ci sono state sempre bocciate dalla destra che governa la Regione”, spiega la consigliera regionale del Pd Miriam Cominelli.

“Le nostre proposte- sottolinea Cominelli- partono dalla revisione del sistema informatico regionale Siss, quello attraverso cui i medici prescrivono le ricette, che troppo spesso non funziona e blocca il loro lavoro. Quando alla mattina accendono il computer trovano ogni volta una sorpresa perché spesso, soprattutto il lunedì e il martedì,  il collegamento con il servizio informativo della Regione non va. Per non parlare del carico burocratico che li costringe a occuparsi sempre più di procedure che tolgono tempo ai pazienti”.

“Noi sosteniamo che i medici di famiglia devono poter lavorare in gruppo, con studi condivisi e supportati da personale e attrezzature, ma Regione Lombardia non dà loro sufficiente sostegno, lasciandoli soli di fronte a pazienti sempre più attenti ed esigenti. C’è bisogno, poi, di sostenere il loro percorso formativo, che deve evolvere al rango di vera e propria specializzazione, con l’adeguamento della remunerazione. Non ultima, va affrontata concretamente la partita delle Case di comunità, che è solo all’inizio e non è ancora stata in realtà chiaramente implementata dalla Regione: un medico che oggi si trova obbligato a essere presente nelle Casa di comunità non sa nemmeno quali sono i  suoi compiti. Regione Veneto ha chiarito in modo più efficace una serie di questioni  che in Lombardia  sono ancora in sospeso, risolte invece da tempo in regioni come la Toscana o l’Emilia-Romagna”, precisa la consigliera dem.

“Regione Lombardia- conclude Cominelli- non può chiedere di più ai medici di famiglia, non può dire che sono il centro della sanità e poi lasciarli lavorare in condizioni difficili. Per loro chiediamo un maggiore sostegno subito. Ne va del futuro della sanità lombarda e della salute di tutti noi”.

Milano, 15 settembre 2026

PD Regione Lombardia